(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Villa Santina (UD) 15 maggio 2026 – Il tessuto industriale dell’Alto Friuli si arricchisce di un nuovo, importante tassello. Con l’inaugurazione della nuova azienda QSTHAL del Gruppo Eurolls, Villa Santina diventa ufficialmente un nuovo presidio produttivo strategico, consolidando la vocazione manifatturiera del territorio e rafforzando il legame tra innovazione e tradizione industriale locale.
Al timone della nuova realtà, nel ruolo di amministratore, siede Matteo Querini (nella foto). Già noto al comparto per la sua tecnica e consolidata esperienza come direttore di produzione di Eurolls, Querini porta in QSTHAL il know-how gestionale necessario per competere ai massimi livelli nel mercato della trasformazione dei metalli.

QSTHAL si posiziona sul mercato con un’offerta di altissimo profilo: l’azienda si occuperà infatti della commercializzazione e lavorazione dell’acciaio dei colossi austriaci Voestalpine e Böhler. Questa partnership garantisce l’accesso a materiali di qualità superiore, essenziali per le applicazioni industriali più esigenti, posizionando il polo di Villa Santina come un punto di riferimento per l’intera filiera europea.
Il progetto nasce sotto l’egida di una visione imprenditoriale di lungo periodo. Grande soddisfazione è stata espressa da Renato Railz, presidente del Gruppo e fondatore di Eurolls, che vede in questa nuova apertura un passo fondamentale per l’espansione del network produttivo regionale.

“La nascita di QSTHAL non è solo un investimento economico, ma una scommessa sul talento e sulle potenzialità del nostro territorio,” ha commentato Railz durante l’incontro.
Dello stesso tenore le parole di Matteo Querini, che ha sottolineato l’importanza di creare valore aggiunto attraverso la competenza e la scelta di partner internazionali di prestigio.
A testimoniare l’importanza istituzionale dell’operazione, erano presenti al taglio del nastro i rappresentanti delle comunità locali. Il sindaco di Villa Santina, Domenico Giatti, orgoglioso di ospitare una realtà produttiva di tale respiro. Il sindaco di Resia (Udine), Anna Micelli, comune dove Eurolls vanta già un presidio storico, a conferma di un asse industriale solido che unisce le vallate friulane.
Proprio in occasione di questo nuovo traguardo in Carnia, il fondatore di Eurolls lancia un monito severo: la leadership mondiale dell’Italia nella lavorazione dell’acciaio è a rischio.Per decenni, l’Italia è stata il punto di riferimento globale per la metallurgia e la meccanica strumentale. Un primato costruito non solo sulle macchine, ma su un sapere invisibile: quel “know-how” unico che permette di trasformare la materia prima in precisione assoluta. Oggi, però, questo patrimonio è in pericolo. A lanciare il grido d’allarme è Renato Railz, alla guida di Eurolls, realtà friulana che è diventata sinonimo di eccellenza mondiale nella produzione di rulli e attrezzature per l’industria del tubo e del filo.Secondo Railz, il rischio più grande che il Paese sta correndo è lo svuotamento delle competenze tecniche. “Eravamo i migliori al mondo a produrre e lavorare l’acciaio,” afferma con forza Railz. “Ma oggi assistiamo a una preoccupante erosione delle conoscenze. Il saper fare che ha reso grande l’industria italiana sta sfumando, schiacciato da una visione troppo finanziaria e troppo poco industriale del settore.
“Il settore dell’acciaio italiano non è solo una voce del bilancio dello Stato; è un ecosistema di segreti tecnici e abilità artigianali applicate all’industria che non si possono imparare sui libri, ma si tramandano “a bottega”, tra i reparti produttivi.
In questo scenario, Eurolls rappresenta un’eccezione che conferma la regola. L’azienda ha basato il suo successo globale proprio sulla difesa di quelle nicchie di competenza che altri hanno abbandonato. La capacità di innovare i trattamenti termici e le lavorazioni di finitura è ciò che permette a Eurolls di competere ai massimi livelli mondiali. Railz sottolinea la necessità di rimettere al centro la formazione tecnica e di valorizzare il lavoro nelle acciaierie e nelle officine di precisione.
Per Renato Railz, perdere il primato nell’acciaio significa perdere l’identità industriale italiana. Se le competenze migrano o si estinguono, l’Italia rischia di trasformarsi da leader dell’innovazione a semplice esecutore per conto terzi. “Dobbiamo tornare a essere orgogliosi della nostra siderurgia e della nostra meccanica. Preservare il know-how dell’acciaio significa garantire che il ‘Made in Italy’ continui a essere sinonimo di indistruttibilità e perfezione in tutto il mondo.”


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