Cookie Policy ECONOMIA. BELGIO. EUROSTAT: L’INFLAZIONE NELL’EUROZONA SALE AL 3% AD APRILE. IN ITALIA SI ATTESTA AL 2,8% - Tilancio

ECONOMIA. BELGIO. EUROSTAT: L’INFLAZIONE NELL’EUROZONA SALE AL 3% AD APRILE. IN ITALIA SI ATTESTA AL 2,8%

ECONOMIA. BELGIO. EUROSTAT: L’INFLAZIONE NELL’EUROZONA SALE AL 3% AD APRILE. IN ITALIA SI ATTESTA AL 2,8%

(Ti Lancio dal Belgio) Bruxelles 20 maggio 2026 – Torna a salire la pressione sui prezzi al consumo in Europa. Secondo le stime definitive pubblicate oggi da Eurostat, il tasso di inflazione annuo nell’area euro si è attestato al 3,0% nel mese di aprile 2026, segnando un netto incremento rispetto al 2,6% registrato a marzo. Un trend al rialzo ben visibile se confrontato con lo stesso periodo dello scorso anno, quando l’inflazione si fermava al 2,2%.

I dati in Italia e nell’Unione Europea

Per quanto riguarda l’Italia, il tasso su base annua registrato ad aprile è pari al 2,8%. Sebbene la cifra si mantenga leggermente al di sotto della media generale dell’Eurozona, rappresenta comunque un aumento significativo rispetto ai mesi precedenti.

Guardando invece all’intera Unione Europea, l’inflazione annua ha toccato il 3,2% ad aprile, in accelerazione rispetto al 2,8% di marzo (un anno prima era al 2,4%). L’istituto di statistica europeo rileva che, rispetto a marzo 2026, l’inflazione annua è diminuita soltanto in cinque Stati membri, è rimasta stabile in uno ed è aumentata in ben ventuno Paesi.

La classifica dei Paesi e i fattori trainanti

La mappa dei rincari mostra profonde asimmetrie tra le varie nazioni del blocco continentale:

  • I tassi più bassi: Svezia (0,5%), Danimarca (1,2%) e Repubblica Ceca (2,1%).
  • I tassi più alti: Romania (9,5%), Bulgaria (6,0%) e Croazia (5,4%).

A trainare la crescita dei prezzi nel paniere dell’Eurozona sono stati principalmente i servizi (+1,38 punti percentuali) e i beni legati all’energia (+0,99 punti percentuali), seguiti da alimentari, bevande alcoliche e tabacco (+0,46 pp) e dai beni industriali non energetici (+0,20 pp).

L’allarme dei consumatori: l’Italia soffre sul dato mensile

Nonostante il dato annuo italiano (2,8%) sembri migliore rispetto alla media dell’Eurozona (3%), le associazioni dei consumatori invitano a non abbassare la guardia e a guardare con attenzione l’andamento congiunturale (ovvero il passaggio da un mese all’altro).

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha evidenziato come l’inflazione mensile italiana sia balzata del 1,6% rispetto a marzo. Questo incremento colloca l’Italia al settimo posto su trenta Paesi monitorati per tasso di crescita mensile, registrando un rincaro del 60% superiore rispetto alla media congiunturale dell’Eurozona (ferma al +1,0%).

Secondo l’associazione, l’Italia sta pagando duramente le tensioni geopolitiche internazionali — come gli effetti delle crisi in Medio Oriente e i blocchi commerciali nello Stretto di Hormuz — che si riflettono immediatamente sui costi energetici e della distribuzione. Il confronto con i principali partner europei evidenzia infatti una crescita mensile molto più contenuta in Francia (+1,2%), Spagna (+0,7%) e Germania (+0,5%), un divario che, secondo gli esperti, mette in luce anche nodi strutturali legati a una minore concorrenza interna nei settori di carburanti, luce, gas e trasporti.

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