Nessuna decisione finale è stata ancora presa, ma il gruppo guidato da Gautam Adani ha avviato le interlocuzioni con il governo indiano per superare i vincoli normativi sulla proprietà degli aeroporti. L’obiettivo: spezzare il duopolio IndiGo-Air India e creare sinergie industriali con la produzione di velivoli.
Ti Lancio dall’India NEW DELHI 23 luglio 2026 — Il gruppo Adani, uno dei più imponenti conglomerati industriali dell’Asia, sta valutando concretamente la possibilità di fondare ed operare una propria compagnia aerea di linea. La notizia, confermata da fonti vicine al dossier riprese da Reuters e Bloomberg, segna un potenziale cambio di passo strategico per il colosso guidato dal miliardario Gautam Adani e potrebbe ridefinire la mappa competitiva dell’aviazione civile nell’India a forte crescita.
L’iniziativa nasce da una combinazione di spinte governative e opportunità industriali, pur in un settore storicamente caratterizzato da margini risicati ed elevati rischi operativi.
Negli ultimi anni, il mercato dell’aviazione commerciale indiana si è progressivamente concentrato nelle mani di due soli grandi attori: IndiGo e il gruppo Air India (controllato da Tata Sons). Insieme, le due compagnie controllano quasi il 90% del traffico passeggeri interno.
La fragilità di questa struttura di mercato è emersa in tutta la sua evidenza nei mesi scorsi. A dicembre, una grave carenza di piloti e problemi operativi in casa IndiGo hanno portato alla cancellazione improvvisa di migliaia di voli, paralizzando i trasporti del Paese e costringendo il governo a mobilitare treni speciali delle Ferrovie Indiane.
Su Air India si sono intensificati i controlli di sicurezza e regolatori a seguito delle recenti indagini di settore.
Di fronte al rischio di monopolio di fatto, il Ministero dell’Aviazione Civile indiano ha sollecitato in via riservata grandi gruppi privati — tra cui Adani — a valutare l’ingresso nei cieli del Paese per iniettare nuova concorrenza e garantire stabilità alla rete dei trasporti nazionale.
Per permettere l’ingresso di Adani nel settore aereo passeggeri, il governo indiano sta studiando una complessa modifica normativa. In base agli accordi di privatizzazione stipulati nel 2006 per gli scali di New Delhi e Mumbai, ai gestori aeroportuali è vietato possedere più del 10% delle quote di una compagnia aerea di linea. Il gruppo Adani controlla il 74% dell’aeroporto internazionale di Mumbai ed è operatore di altri 7 scali strategici in India. Anche il concorrente GMR Airports (che gestisce lo scalo di New Delhi) si trova in una posizione analoga. Il gruppo Adani ha presentato formale richiesta al governo per ammorbidire o derogare questa clausola. Il Ministero dell’Aviazione Civile ha già avviato consultazioni legali con il Solicitor General dell’India per verificare la fattibilità di un intervento retroattivo sugli accordi del 2006, passaggio che richiederà l’approvazione finale del Gabinetto di Governo presieduto dal Premier Narendra Modi.
L’ingresso nel business dei voli di linea rappresenterebbe il completamento verticale dell’ecosistema aeroportuale del gruppo Adani. Il conglomerato possiede già: 8 aeroporti strategici con un piano di espansione infrastrutturale da 11 miliardi di dollari; attività consolidate nei servizi di terra (ground handling); centri di addestramento piloti e strutture per la manutenzione e riparazione dei velivoli (MRO).
C’è poi una fondamentale ragione industriale: l’accordo per la produzione di aerei con la brasiliana Embraer. Adani ha in cantiere un progetto per realizzare uno stabilimento di assemblaggio in India con Embraer. Tuttavia, la difficoltà nel raccogliere ordini fermi dalle compagnie aeree esistenti rischiava di compromettere la sostenibilità economica della fabbrica. Fondare una propria compagnia aerea permetterebbe ad Adani di diventare il cliente di lancio e il principale acquirente della propria linea di produzione.
L’India è attualmente uno dei mercati dell’aviazione a più rapida crescita al mondo. Secondo l’International Air Transport Association (IATA), il traffico passeggeri indiano è destinato a quasi triplicare entro il 2044, mentre il piano nazionale punta a portare gli aeroporti operativi a quota 350 entro il 2047.
Sebbene i vertici di Adani non abbiano ancora preso una decisione definitiva — consapevoli che il trasporto aereo è un business ad alto rischio e a bassa marginalità —, l’apertura delle trattative con il governo segna l’inizio di una potenziale riorganizzazione epocale dei cieli indiani.


Leave a Reply