Cookie Policy Vacanze. Reggio Emilia. L'arte delle vacanze 'leggere': la lezione di Fabio Storchi - Tilancio

Vacanze. Reggio Emilia. L’arte delle vacanze ‘leggere’: la lezione di Fabio Storchi

Vacanze. Reggio Emilia. L’arte delle vacanze ‘leggere’: la lezione di Fabio Storchi

Ti Lancio dalla Emilia 30 luglio 2026 – Niente agende intasate, niente scadenze da rispettare né notifiche a scandire le ore. Per affrontare le vacanze in questo complesso periodo storico, la ricetta proposta da Fabio Storchi è chiara e rivoluzionaria nella sua semplicità: scegliere una vacanza leggera, libera da impegni e appuntamenti, persino quasi frivola.

In un’epoca dominata dall’iper-produttività e dall’ansia da prestazione — dove persino il tempo libero rischia di trasformarsi in una “lista di cose da fare” —, l’invito di Storchi non è una fuga dalla realtà, ma una risposta esistenziale rigorosa e necessaria. Riscoprire la frivolezza e la spensieratezza diventa un atto di resistenza quotidiana.

La leggerezza come sottrazione di peso: Calvino e le Lezioni americane.

Il concetto di leggerezza ha radici nobili. Il filosofo e scrittore più celebre ad aver teorizzato questa dimensione è Italo Calvino, che ne fece il primo grandioso capitolo delle sue Lezioni americane (1988). Sebbene Calvino sia stato primariamente un gigante della letteratura, le sue riflessioni custodiscono un valore profondamente filosofico.

Per Calvino, la leggerezza non equivale mai alla superficialità, ma è un modo di reagire alla pesantezza del mondo:

«La mia operazione è stata la maggior parte delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; ho cercato soprattutto di togliere peso alla struttura del racconto e alla lingua.»

Togliere peso non significa ignorare la gravità del reale, ma guardarla da un’altra prospettiva. Come ricordava lo stesso autore con un’immagine indimenticabile: «Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma scivolare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.» Applicare questo pensiero alle vacanze significa spogliarsi dei vincoli, disconnettersi dalle urgenze e restituire al corpo e alla mente il diritto di “scivolare” sul tempo senza esserne schiacciati.

L’intuizione di Storchi richiama un filo conduttore che attraversa tutta la storia del pensiero occidentale, dove la tensione tra il peso dell’esistenza e la spinta verso la leggerezza ha impegnato le menti più brillanti: Friedrich Nietzsche e la danza del riso: nel Così parlò Zarathustra, la leggerezza è una virtù imprescindibile dell’«oltreuomo», l’unico capace di danzare e ridere anziché lasciarsi schiacciare dallo «spirito di gravità» della morale e del dovere. Nietzsche scriveva: «Non con la collera, ma col riso si uccide. Su, uccidiamo lo spirito di gravità!».

Milan Kundera e l’enigma dell’esistenza: nel celebre romanzo filosofico ‘L’insostenibile leggerezza dell’essere’ (1984), Kundera affronta il paradosso per cui una vita del tutto priva di pesi e di destinazioni obbligate diventi leggera, ma al tempo stesso spaventosamente vuota. Una vacanza “leggera”, in questo senso, serve proprio a ricordarci il valore del tempo presente prima di ritornare ai pesi necessari della vita quotidiana.

 Simone Weil tra gravità e grazia: la filosofa francese contrapponeva la “gravità” — la forza naturale di attrazione verso la materia, l’ego e il potere — alla “grazia”, una forma di leggerezza spirituale capace di de-centrare l’individuo dal proprio egoism e di aprirlo al mondo.

Abbracciare il pensiero di Fabio Storchi significa comprendere che una “vacanza frivola” non è tempo sprecato, ma il più alto esercizio di igiene mentale. Svuotare le giornate dagli appuntamenti e concedersi il lusso dell’imprevisto permette di passare dalla gravità quotidiana a una dimensione di grazia e leggerezza.

In un mondo che ci vuole sempre connessi, performanti e misurabili, regalarsi una pausa priva di zavorre è forse il modo più bello per tornare, a settembre, con il cuore leggero e lo sguardo rivolto verso l’alto.

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