Cookie Policy Geopolitica. Oceano Pacifico. Tensioni: navi cinesi e russe vicino a Okinotorishima. Pechino si difende affermando che non c'è nessun 'attacco' a territori giapponesi - Tilancio

Geopolitica. Oceano Pacifico. Tensioni: navi cinesi e russe vicino a Okinotorishima. Pechino si difende affermando che non c’è nessun ‘attacco’ a territori giapponesi

Geopolitica. Oceano Pacifico. Tensioni: navi cinesi e russe vicino a Okinotorishima. Pechino si difende affermando che non c’è nessun ‘attacco’ a territori giapponesi

Ti Lancio dal Mar Cinese meridionale 30 luglio 2026 . Esercitazioni navali congiunte tra Cina e Russia e fiammate diplomatiche nel Mar Cinese meridionale: il portavoce della Difesa di Pechino respinge le rivendicazioni giapponesi e avverte gli USA e le Filippine.

La pressione militare e diplomatica nell’Oceano Pacifico registra un nuovo picco. Il Ministero della Difesa giapponese ha reso noto che quattro navi da guerra appartenenti alle marine di Cina e Russia hanno navigato nei pressi dell’atollo remoto di Okinotorishima, considerato da Tokyo il punto più a sud del proprio territorio nazionale.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Anadolu, la tensione si è ulteriormente alzata per via di un cacciatorpediniere lanciamissili cinese, che avrebbe condotto esercitazioni a fuoco reale in un tratto di mare che il Giappone considera parte della propria Zona Economica Esclusiva (ZEE).

La replica di Pechino: «Okinotorishima è solo una scogliera». Non si è fatta attendere la dura reazione di Pechino. Citato dal quotidiano statale Global Times, il portavoce del Ministero della Difesa cinese, Jiang, ha respinto categoricamente le pretese giurisdizionali di Tokyo, affermando che la formazione geografica non possiede i requisiti legali per generare una ZEE.

«Il Giappone tratta falsamente questa scogliera come un’isola e su questa base rivendica una zona economica esclusiva e una piattaforma continentale. Tali pretese non hanno alcun fondamento giuridico secondo il diritto internazionale» Jiang, portavoce della Difesa cinese.

Jiang ha inoltre ribadito che le operazioni congiunte tra le forze navali cinesi e russe «sono pienamente conformi al diritto internazionale e alla prassi consuetudinaria». I media statali cinesi hanno confermato che la pattuglia marittima congiunta Sino-Russa si è conclusa con l’arrivo della formazione navale nel porto di Vladivostok, in Russia. L’operazione rientra nel piano di cooperazione annuale tra le due forze armate, mirato a rafforzare le capacità operative congiunte e a rispondere alle minacce alla sicurezza marittima.

Il fronte del Mar Cinese Meridionale e l’avvertimento alle Filippine. Oltre al contenzioso con il Giappone, il portavoce Jiang è intervenuto anche sulle crescenti tensioni con Manila nel Mar Cinese Meridionale, all’indomani dell’esercitazione cooperativa multilaterale condotta dal 21 al 25 luglio da Stati Uniti, Giappone e Filippine.

Pechino ha inviato un chiaro messaggio di avvertimento: «La cooperazione in materia di difesa e sicurezza tra i paesi interessati non dovrebbe prendere di mira terze parti né minare la pace e la stabilità regionale».

Al centro della disputa c’è Huangyan Dao (noto internazionalmente come Scarborough Shoal e nelle Filippine come Bajo de Masinloc): la posizione di Pechino. La Cina considera l’atollo parte integrante del proprio territorio storico.

I trattati: secondo Jiang, il territorio delle Filippine è delimitato da trattati internazionali storici all’interno dei quali Scarborough Shoal non rientra.

Il portavoce ha concluso assicurando che le forze armate cinesi continueranno a «salvaguardare la sovranità territoriale e i diritti marittimi del Paese con azioni concrete, mantenendo al contempo la pace nel Mar Cinese Meridionale».

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