Sostenibilità, gratuità e impatto territoriale al centro della due giorni di Economia Civile promossa da UCID Cuneo a Pollenzo e Cherasco. Il plauso del Presidente Nazionale Paolo Porrino.
Ti Lancio dal Piemonte 21 ottobre 2026 -In una fase storica segnata da veloci transizioni tecnologiche, incertezze geopolitiche e una crescente spinta verso la sostenibilità, una domanda torna con forza al centro del dibattito economico: che cosa rende davvero un’impresa capace di generare valore duraturo nel tempo?
La risposta tradizionale, fondata esclusivamente sulla rendicontazione finanziaria, sui volumi di produzione e sui margini di profitto, si rivela oggi parziale. Senza un solido tessuto di fiducia e di cooperazione, la crescita economica rischia di essere fragile e di breve respiro. Il valore vero e sostenibile nasce dalla qualità, dalla profondità e dal senso delle relazioni che l’organizzazione sa edificare con i propri lavoratori, con il territorio d’appartenenza e con la comunità globale.
È attorno a questo paradigma che si sviluppa “L’economia è relazione”, un percorso di alta formazione in Economia Civile in programma per il 6 e 7 novembre 2026, promosso da UCID Cuneo (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) nelle prestigiose cornici dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dell’Auditorium della Banca di Cherasco.
L’iniziativa si propone come uno spazio di riflessione e di lavoro concreto rivolto a imprenditori, dirigenti, professionisti e giovani leader che avvertono l’esigenza di superare la dicotomia tra efficienza economica ed etica.
L’Economia Civile — tradizione di pensiero profondamente radicata nell’Umanesimo italiano — sostiene che l’agire economico non debba essere limitato allo scambio equivalente o al mero soddisfacimento di interessi individuali. L’azienda viene interpretata come una comunità di persone inserita in un ecosistema vivo: un vero e proprio incubatore di reciprocità, innovazione e trasformazione sociale.
Attraverso un’alternanza di lezioni frontali, momenti laboratoriale e spazi informali di confronto, i partecipanti saranno guidati nell’approfondimento di nodi cruciali per la gestione d’impresa contemporanea. La cultura del dono e della gratuità nel lavoro: intesi non come assistenzialismo, ma come vettori di fiducia, creatività e motivazione interna. La responsabilità e le filiere sostenibili: la capacità di estendere la responsabilità d’impresa lungo tutta la catena del valore. La misurazione dell’impatto: l’adozione di metriche e strumenti operativi capaci di valutare la reale generazione di valore sociale, umano e ambientale oltre alla sola sostenibilità finanziaria.
Per guidare questo cambio di prospettiva, la due giorni vedrà la partecipazione di quattro tra le personalità più autorevoli del settore. Stefano Zamagni – economista e tra i padri fondatori dell’Economia Civile contemporanea, da sempre impegnato nella ridefinizione del ruolo delle organizzazioni nella società. Luigino Bruni – saggista ed economista, tra i principali teorici dell’Economia di Comunione e dello studio dei beni relazionali. Sabrina Bonomi – docente ed esperta di organizzazioni e sostenibilità sociale, attenta ai processi inclusivi d’impresa. Beatrice Cerrino – formatrice ed esperta nella diffusione dei principi dell’Economia Civile nei contesti educativi e d’impresa.
Le differenti competenze e i diversi approcci dei relatori convergeranno verso un obiettivo comune: offrire agli operatori economici strumenti concettuali e pratici per guidare organizzazioni capaci di coniugare il successo di mercato con il benessere collettivo.
L’evento ha raccolto l’apprezzamento e il forte sostegno ai vertici dell’associazione. Il Presidente Nazionale UCID, Paolo Porrino, ha espresso un vivo plauso per l’iniziativa promossa dal gruppo piemontese, sottolineando come la formazione etica e l’ancoraggio ai valori dell’Umanesimo Cristiano rappresentino oggi una riserva strategica per l’intero sistema produttivo italiano.
Ripensare l’economia a partire dalle relazioni non è un esercizio teorico, ma un’esigenza pratica. In un mercato globale in costante evoluzione, le imprese capaci di generare capitale relazionale e fiducia sono quelle che dimostrano la maggiore resilienza, attraendo talenti e costruendo legami indissolubili con i propri territori.


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