Cookie Policy Federmeccanica. Bergamo. L'industria al bivio, tra algoritmi e persone, Bettini: 'Al centro sempre la persona' - Tilancio

Federmeccanica. Bergamo. L’industria al bivio, tra algoritmi e persone, Bettini: ‘Al centro sempre la persona’

Federmeccanica. Bergamo. L’industria al bivio, tra algoritmi e persone, Bettini: ‘Al centro sempre la persona’

Di fronte alle sfide dell’Intelligenza Artificiale e alle richieste di un nuovo bilanciamento tra vita e carriera, l’Assemblea di Federmeccanica al Kilometro Rosso traccia la rotta dei prossimi quattro anni. Tra i dati dell’indagine MOL emerge un chiaro messaggio: la tecnologia serve, ma la centralità resta umana.

Ti Lancio da BERGAMO Lombardia 23 ottobre 2026  – L’industria italiana sta attraversando una metamorfosi profonda e la bussola per orientarla viene tracciata proprio nel cuore pulsante dell’innovazione lombarda. Al Kilometro Rosso, in occasione della prima giornata dell’Assemblea Generale di Federmeccanica patrocinata da Confindustria Bergamo, si è aperto un cantiere di riflessione destinato a segnare i prossimi anni: “WOW – Waves of Work”.

Un percorso quadriennale (2026-2029) che trasforma il tradizionale appuntamento associativo in un forum permanente sul lavoro. Il manifesto è sintetizzato in una frase tanto poetica quanto determinata: “Le onde non si ripetono. Insistono”. Un monito a non trattare le grandi trasformazioni del nostro tempo come mode passeggere, ma ad affrontarle con continuità e visione.

A dare sostanza al dibattito sono stati i dati del Monitor on Labor (MOL), l’indagine curata da Community Research&Analysis su un campione rappresentativo di oltre mille lavoratori italiani. La fotografia emersa racconta un Paese in bilico tra il fascino del futuro e la necessità di nuove tutele.

Il tema più caldo è indubbiamente l’ingresso massiccio dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi. Se da un lato il 59,4% delle tute blu e dei colletti bianchi ne riconosce la straordinaria capacità di calcolo e il 31,9% ne apprezza il contributo nell’eliminare i compiti alienanti e ripetitivi, dall’altro il 58,8% teme che l’IA possa mettere a rischio il proprio posto di lavoro.

C’è però un corto circuito informativo da sanare: appena il 33,4% dei lavoratori dichiara di saper definire correttamente cosa sia l’IA. Il timore, dunque, nasce spesso dalla scarsa conoscenza.

Non a caso, la ricetta invocata dai lavoratori non è il rifiuto della tecnologia, ma la preparazione. Il 36,5% del campione complessivo (dato che sale al 42% tra i metalmeccanici) chiede che l’adozione dell’IA sia obbligatoriamente accompagnata da piani di riqualificazione professionale (reskilling). Il 25,2% priorizza la tutela dell’occupazione. Solo il 25% scarso vede il futuro orientato unicamente alla prestazione tecnologica senza filtri.

Per i prossimi tre anni le priorità sono chiare: crescerà vertiginosamente la richiesta di competenze tecnico-digitali (56%), capacità di interagire con i sistemi d’IA (53,7%) e polifunzionalità (50,5%), mentre la forza fisica cederà il passo all’intelletto e alla gestione dei processi.

Se la tecnologia è il motore della trasformazione, la persona ne rimane il cuore. I dati del MOL evidenziano come la qualità della vita lavorativa sia diventata un fattore non negoziabile.

L’84,9% degli intervistati considera centrale il bilanciamento tra vita privata e professionale, un’esigenza che si affianca (senza annullarla) alla ricerca di efficienza e produttività (76,7%).

Sul fronte dell’ambiente di lavoro, la sicurezza si conferma al vertice assoluto delle priorità, ottenendo un punteggio di 4,38 su 5 (che sale a 4,48 tra i metalmeccanici), seguita dalla meritocrazia (4,40) e dalla valorizzazione della persona (4,35).

Un dato particolarmente significativo riguarda il welfare aziendale. Rispetto al 2018, la consapevolezza dei vantaggi fiscali ad esso legati è schizzata dal 53,7% al 71,7%. Inoltre, il 68,8% dei metalmeccanici chiede un welfare sempre più “su misura”.

Tuttavia, si nota un profondo gap tra percezione dell’utilità e reale utilizzo: sanità integrativa: ritenuta fondamentale dall’80,1%, ma utilizzata solo dal 51,2%.

Previdenza complementare: giudicata essenziale dall’82,4%, ma sottoscritta solo dal 43,1%. Una sfida che interpella direttamente il management e i sindacati per rendere questi strumenti più accessibili e semplici da usare.

L’indagine di Bergamo ha acceso i riflettori anche sui gap di genere. Il 66,3% degli intervistati ritiene che le donne affrontino ostacoli maggiori nel percorso di carriera, con il 55,6% che vede gli uomini avvantaggiati.

È interessante notare come la percezione del divario vari significativamente in base all’età: tra gli over 50, il 73,6% ritiene che la donna sia svantaggiata. Tra gli under 35, la percentuale scende al 59,3%, evidenziando un cambio culturale in atto tra le nuove generazioni. Nonostante le difficoltà percepite, l’80,2% dei lavoratori riconosce che oggi una donna può ricoprire qualsiasi ruolo nell’industria, dalle scrivanie dei dirigenti fino ai reparti di produzione.

La prima giornata dell’Assemblea, guidata dal presidente di Federmeccanica Simone Bettini, ha dimostrato come la fabbrica del futuro parli ai giovani. Dai 200 studenti delle scuole medie coinvolti nella gara “Eureka! Funziona!”, fino all’eccellenza universitaria del team E-Racing Bergamo con la loro monoposto elettrica, la manifestazione ha unito formazione, ingegno e passione.

A chiudere il quadro, la proiezione del quarto capitolo del cortometraggio “Onde” di Claudia Genolini e la lezione di Stefano Paleari su “Talenti, Tecnologie e Capitali”: spunti che ricordano come, dietro a qualsiasi algoritmo o bilancio, la vera differenza la facciano l’ascolto, le relazioni umane e il coraggio di investire sulle persone.

Bergamo, ancora una volta, si conferma la capitale dell’innovazione industriale italiana: un luogo dove il futuro non si subisce, ma si progetta insieme.

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