(Ti Lancio dalla Liguria) Genova 24 marzo 2026 – Per la nostra rubrica sull’amore, ricordiamo Gino Paoli che si è spento oggi, all’età di 91 anni. Con la sua uscita di scena, la musica italiana perde non solo un cantautore, ma un filosofo del quotidiano, un uomo che ha saputo raccontare l’amore, la noia, il desiderio e la malinconia con una voce che sembrava venire direttamente dall’anima, graffiante e dolcissima al tempo stesso.
Genovese d’adozione, Paoli è stato il pilastro di quella rivoluzione che negli anni ’60 portò la realtà dentro le canzoni. Se ne va un artista che ha vissuto mille vite, portando sempre con sé quella coerenza intellettuale e quel pizzico di anarchia che lo hanno reso unico.
In queste ore di commozione, tra i tanti successi che risuonano nell’aria, ce n’è uno che brilla di una luce particolare: “Averti addosso”. Scritta nel 1984, questa canzone rappresenta forse la vetta più alta della sua capacità di descrivere l’intimità.
Lontano dai grandi proclami romantici, in questo brano Paoli celebra l’amore come rifugio fisico e spirituale. “Averti addosso / per difendermi dal mondo / per non andare mai nel fondo”: sono versi che oggi risuonano come un testamento di tenerezza. Non è solo una canzone d’amore, è una preghiera laica sulla necessità umana di protezione e vicinanza. In un mondo che corre, Paoli ci chiedeva di fermarci e di stringerci, trovando nell’altro l’unica vera salvezza.
Da Il cielo in una stanza, che cambiò per sempre le regole della musica leggera, a Sapore di sale, inno di un’Italia che scopriva il benessere e la spensieratezza, fino alle collaborazioni storiche con Ornella Vanoni, la carriera di Paoli è stata un viaggio ininterrotto nella bellezza.
Gino Paoli non ha mai avuto paura di invecchiare davanti al suo pubblico, trasformando i suoi capelli bianchi e la sua voce sempre più roca in strumenti di narrazione ancora più potenti. Ci lascia un vuoto immenso, ma anche la consapevolezza che, finché qualcuno metterà un disco e chiuderà gli occhi, lui sarà ancora lì: seduto su un muretto a guardare il mare o in una stanza che non ha più pareti.Grazie di tutto, Maestro. Che la terra ti sia lieve come una delle tue canzoni.


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