Cookie Policy ATTUALITA'. ALBANIA. LA DOPPIA VELOCITÀ DI EDI RAMA, TRA CRESCITA RECORD E IL CONTO ALLA ROVESCIA PER L'EUROPA - Tilancio

ATTUALITA’. ALBANIA. LA DOPPIA VELOCITÀ DI EDI RAMA, TRA CRESCITA RECORD E IL CONTO ALLA ROVESCIA PER L’EUROPA

ATTUALITA’. ALBANIA. LA DOPPIA VELOCITÀ DI EDI RAMA, TRA CRESCITA RECORD E IL CONTO ALLA ROVESCIA PER L’EUROPA

Reportage di Ti Lancio da Tirana Albania 12 dicembre 2025 – La frase di Charles Dickens, “Erano i tempi migliori, erano i tempi peggiori,” sembra cucita addosso all’attuale momento storico dell’Albania. Oggi, tuttavia, la bilancia pende decisamente verso i tempi migliori, con il Paese che cavalca un’onda di crescita economica e si proietta con fiducia verso l’Unione Europea.

Al centro di questa trasformazione c’è Edi Rama, l’artista ed ex sindaco di Tirana che dal 2013 guida il governo. Lo scorso maggio, il Primo Ministro albanese ha conquistato il suo quarto mandato consecutivo, un fatto politico notevole che testimonia un ampio consenso, sebbene non privo di polemiche sui lunghi periodi di potere.

I numeri raccontano la storia di un successo economico inatteso per un Paese che solo pochi decenni fa emergeva da una lunga isolazione comunista.

Da quando Rama è salito al potere nel 2013, il Prodotto Interno Lordo (PIL) del Paese è cresciuto di un impressionante 160% in euro. Questa crescita robusta è stata alimentata da un mix di fattori: l’aumento del turismo (diventato un pilastro nazionale), l’attrazione di investimenti diretti esteri (IDE), in gran parte italiani e turchi, e un ambizioso programma di infrastrutture e sviluppo urbano, visibile soprattutto nella capitale, Tirana.

La stabilità politica prolungata sotto la guida di Rama ha fornito il terreno fertile necessario per attrarre capitali, posizionando l’Albania come una delle economie più dinamiche della regione balcanica.

Per anni, il tentativo dell’Albania di aderire all’Unione Europea è rimasto in una fase di stagnazione, ostacolato da lente riforme, scetticismo interno all’UE e questioni regionali. Ma la guerra in Ucraina ha radicalmente cambiato la narrativa e le priorità di Bruxelles.

Il conflitto ha agito da catalizzatore geopolitico, accelerando il processo di allargamento dell’UE per l’Albania, l’Ucraina e gli altri candidati balcanici. L’Unione ha riconosciuto la necessità di rafforzare il proprio fronte sud-orientale, integrando Paesi che garantiscano stabilità e allineamento strategico.

I segnali di Bruxelles sono inequivocabili e marcano l’inizio di un conto alla rovescia ufficiale: i funzionari europei ritengono che i negoziati di adesione per l’Albania possano concludersi già nel 2027. L’Albania potrebbe aderire all’Unione Europea entro il 2030.
Questo traguardo non è solo un obiettivo politico, ma un magnete per ulteriori riforme e investimenti, promettendo un ulteriore slancio alla crescita economica e all’allineamento degli standard normativi.

Nonostante i successi, i “tempi migliori” albanesi sono accompagnati da sfide strutturali che rientrano nella categoria dei “tempi peggiori” (sebbene in miglioramento): la necessità di consolidare lo stato di diritto, la lotta alla corruzione e la mitigazione del fenomeno di spopolamento, soprattutto delle aree interne, a favore di Tirana e dell’emigrazione.

Tuttavia, con un PIL che vola e l’adesione all’UE sempre più vicina, l’Albania di Edi Rama sta dimostrando una straordinaria capacità di resilienza e trasformazione. Il Paese non è più solo una meta turistica, ma un attore geopolitico ed economico in rapida ascesa, pronto a cambiare il volto dei Balcani e dell’Europa stessa.

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