Cookie Policy ATTUALITA'. ARMENIA. L’ARMENIA AL BIVIO: IL VOTO CONFERMA PASHINYAN, MA LA SFIDA GEOPOLITICA TRA MOSCA E OCCIDENTE RESTA APERTA - Tilancio

ATTUALITA’. ARMENIA. L’ARMENIA AL BIVIO: IL VOTO CONFERMA PASHINYAN, MA LA SFIDA GEOPOLITICA TRA MOSCA E OCCIDENTE RESTA APERTA

ATTUALITA’. ARMENIA. L’ARMENIA AL BIVIO: IL VOTO CONFERMA PASHINYAN, MA LA SFIDA GEOPOLITICA TRA MOSCA E OCCIDENTE RESTA APERTA

I risultati delle elezioni parlamentari premiano il partito del Premier uscente, promotore di una storica svolta filo-europea. Mosca aumenta le pressioni e paragona il percorso di Yerevan a quello dell’Ucraina.

(Ti Lancio dall’Armenia) Yerevan 9 giugno 2026 – Un voto storico che si è trasformato in un vero e proprio referendum sul futuro geopolitico del Paese. I cittadini dell’Armenia si sono recati alle urne per le elezioni parlamentari, chiamati a compiere una scelta esistenziale: confermare la faticosa virata strategica verso l’Occidente o ritornare stabilmente nella sfera d’influenza della Russia.

I dati definitivi hanno decretato la vittoria del Primo Ministro uscente Nikol Pashinyan. Il suo partito, Contratto Civile, ha ottenuto il 49,85% dei voti (assicurandosi il 52% dei seggi grazie ai meccanismi della legge elettorale locale), superando la coalizione filo-russa Forte Armenia guidata dal miliardario Samvel Karapetyan, fermatasi al 23,31 per cento.

Per decenni, l’Armenia è stata considerata uno dei partner più fedeli e dipendenti da Mosca nell’area post-sovietica. Il Paese ospita tuttora una base militare russa a Gyumri e le sue guardie di frontiera presidiano i confini con Turchia e Iran.

Tuttavia, il meccanismo si è rotto a causa del collasso della fiducia nei confronti del Cremlino come garante della sicurezza. La passività russa e delle forze di peacekeeping del CSTO (l’alleanza militare a guida russa) durante l’offensiva dell’Azerbaigian che ha portato alla perdita definitiva del Nagorno-Karabakh, ha spinto il governo di Pashinyan a congelare la partecipazione all’alleanza di Mosca e a cercare nuovi partner. La strategia della diversificazione: negli ultimi mesi, l’Armenia ha firmato accordi di pace de facto con l’Azerbaigian, ha intensificato i rapporti commerciali con l’Unione Europea e ha incassato l’esplicito sostegno diplomatico della nuova amministrazione statunitense, avviando una profonda modernizzazione delle proprie istituzioni.

La vittoria di Pashinyan non spegne però le forti tensioni con il Cremlino. Mosca ha esercitato pressioni enormi durante tutta la campagna elettorale, finanziando apertamente l’opposizione oligarchica e lanciando duri avvertimenti mediatici.

I punti di attrito principali sollevati da Mosca nelle ultime settimane includono: il presidente russo ha dichiarato che i piani dell’Armenia di avvicinarsi all’Unione Europea richiedono una “particolare attenzione”, tracciando un parallelismo esplicito e minaccioso con quanto accaduto all’Ucraina prima del 2014. Analisti internazionali ed esperti di sicurezza informatica hanno segnalato massicce campagne di disinformazione e cyberattacchi volti a destabilizzare il governo di Yerevan e a minare la fiducia nel processo di pace con i vicini azeri.  La Russia rimane il principale partner commerciale e fornitore di gas dell’Armenia, un’arma di pressione economica che Mosca potrebbe decidere di attivare sotto forma di sanzioni o blocchi all’export.

La composizione del nuovo Parlamento riflette un Paese fortemente polarizzato, dove la retorica della campagna elettorale si è focalizzata quasi interamente sulla sicurezza nazionale e sulla sopravvivenza stessa dello Stato.

Nonostante il successo elettorale, la strada per Pashinyan si preannuncia in salita. Per consolidare la propria indipendenza da Mosca, l’Armenia dovrà accelerare l’integrazione economica con i mercati occidentali e diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico.

Allo stesso tempo, il governo di Yerevan dovrà gestire con estrema cautela le relazioni con la Russia per evitare ritorsioni che potrebbero mettere a rischio la fragile stabilità economica e la sicurezza del Caucaso meridionale. Il voto ha tracciato la rotta, ma il viaggio dell’Armenia verso l’Europa è appena iniziato.

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