Cookie Policy ATTUALITA'. BALCANI. LA TURCHIA RIASSUME IL COMANDO KFOR E ALIMENTA LA TENSIONE BALCANICA CON MIGLIAIA DI DRONI AL KOSOVO - Tilancio

ATTUALITA’. BALCANI. LA TURCHIA RIASSUME IL COMANDO KFOR E ALIMENTA LA TENSIONE BALCANICA CON MIGLIAIA DI DRONI AL KOSOVO

ATTUALITA’. BALCANI. LA TURCHIA RIASSUME IL COMANDO KFOR E ALIMENTA LA TENSIONE BALCANICA CON MIGLIAIA DI DRONI AL KOSOVO

(Ti Lancio dai Balcani) 13 ottobre 2025 – Un gesto a doppio taglio: la leadership NATO di Ankara coincide con l’arrivo di droni kamikaze a Pristina, scatenando la dura protesta della Serbia. La Turchia consolida il suo ruolo strategico nei Balcani con una mossa a doppio binario che ha immediatamente innalzato il livello di tensione tra Kosovo e Serbia. Mentre un generale turco, Maggiore Generale Özkan Ulutaş, assume il comando della missione NATO KFOR in Kosovo, le autorità di Pristina hanno annunciato di aver ricevuto una fornitura anticipata e massiccia di droni da combattimento FPV (First-Person View) di fabbricazione turca. L’annuncio, dato dal primo ministro kosovaro, Albin Kurti, ha confermato l’arrivo a Pristina di “migliaia” di droni kamikaze Skydagger, prodotti dalla compagnia turca Baykar. I droni, dotati di cariche esplosive e destinati a colpire obiettivi nemici in movimento e statici, erano originariamente attesi per l’inizio del 2026, ma sono stati consegnati con tre mesi di anticipo.

Kurti ha descritto la consegna come un passo cruciale per la modernizzazione e il rafforzamento delle Forze di Sicurezza del Kosovo (KSF), che stanno rapidamente sviluppando le proprie capacità militari attraverso l’acquisizione di tecnologia avanzata, inclusi i droni Bayraktar TB2 già acquistati in precedenza.

La notizia ha scatenato una ferma e immediata protesta da parte di Belgrado. Il Presidente serbo, Aleksandar Vučić, ha condannato duramente l’azione, definendola una “brutale violazione” della Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza ONU (1999). Secondo Belgrado, tale risoluzione riconosce la KFOR come l’unica forza armata autorizzata a stazionare in Kosovo, e l’armamento delle KSF da parte di un membro NATO – la Turchia – rappresenterebbe un atto illegittimo che destabilizza l’intera regione.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito serbo, Generale Milan Mojsilović, ha avuto un colloquio telefonico urgente con il Comandante KFOR, il Generale Ulutaş, per esprimere la “forte protesta” contro la fornitura turca, definendola un “segnale molto negativo” per la sicurezza.

La posizione della Turchia si rivela complessa. Come membro di spicco della NATO, essa contribuisce alla stabilità regionale guidando la KFOR, che ha il compito di mantenere un ambiente sicuro in Kosovo. Allo stesso tempo, Ankara agisce come fornitore di armamenti avanzati per Pristina, sostenendone l’autonomia militare.

Un portavoce NATO ha ribadito che la KFOR “monitora regolarmente lo spazio aereo” e che “ogni attività aerea deve essere coordinata” con la missione. Tuttavia, la consegna di droni offensivi in una regione già volatile, da parte del Paese che contemporaneamente detiene il comando della missione di pace, solleva seri interrogativi all’interno dell’Alleanza Atlantica sull’efficacia e l’imparzialità della sua presenza in Kosovo.

L’episodio non fa che confermare la crescente influenza strategica della Turchia nei Balcani, ma mette anche in luce le crescenti spaccature geopolitiche che rischiano di compromettere i fragili equilibri della sicurezza europea.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)

Leave a Reply

Your email address will not be published.