(Ti Lancio dal Belgio) Bruxelles 17 dicembre 2025 – In vista del cruciale Consiglio Europeo del 18 e 19 dicembre, la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha scosso l’Eurocamera con un discorso che segna un punto di non ritorno per il progetto comunitario. Non c’è spazio per la nostalgia: il messaggio è chiaro, l’Europa deve trasformarsi per sopravvivere in un mondo che non fa sconti.L’analisi della presidente parte da una presa di coscienza brutale: viviamo in un’epoca dominata da conflitti e logiche di potenza. “Viviamo in un mondo di guerre, un mondo di predatori”, ha dichiarato von der Leyen, sottolineando come l’illusione di una pace perpetua garantita da ordini internazionali passati sia ormai svanita.Secondo la presidente, l’Europa non può più permettersi il lusso di essere definita dalle visioni altrui. La necessità di “contare su noi stessi” non è più una scelta politica tra le tante, ma un imperativo esistenziale per proteggere la libertà e la prosperità del continente.Il passaggio più pragmatico e ambizioso del discorso riguarda la capacità bellica e tecnologica dell’Unione. Von der Leyen ha tracciato una linea netta tra il passato e il futuro. Decenni di investimenti insufficienti che hanno reso l’Europa vulnerabile. Una base industriale della difesa in fase di trasformazione radicale. Un salto finanziario senza precedenti. Se negli ultimi dieci anni il Fondo per la difesa ha visto stanziamenti per 8 miliardi di euro, l’obiettivo per il 2030 è raggiungere l’incredibile cifra di 800 miliardi.”L’Europa deve essere responsabile della propria sicurezza: non è un’opzione ma un obbligo.”Questa mobilitazione di capitali mira a garantire all’Unione tecnologie all’avanguardia per affrontare la guerra ibrida e le minacce multidimensionali che bussano ai Paesi.
L’indipendenza strategica — un tempo accolta con scetticismo — è oggi rivendicata come un successo già in atto. Von der Leyen ha citato i traguardi raggiunti nei settori dell’energia e della difesa come prova che “l’impossibile è diventato possibile”.
L’obiettivo del vertice di questa settimana sarà quello di dimostrare la compattezza degli Stati membri attorno agli interessi strategici comuni. L’idea di fondo è che un’Europa più autonoma non sia un problema per gli alleati, bensì un valore aggiunto: “Nella nostra indipendenza ci sentiamo più forti e un’Europa più forte è un partner più forte”.
Consolidamento della base industriale comune. Rafforzamento della sovranità per evitare ricatti geopolitici. Riaffermare che l’Europa decide il proprio destino senza subire le agende delle altre superpotenze.
Il discorso di Ursula von der Leyen prepara il terreno per un Consiglio Europeo che si preannuncia storico. La “fine della pace di ieri” impone un nuovo realismo: l’Unione Europea sta cercando di mutare pelle, passando da “soft power” basato sul commercio a un attore geopolitico capace di difendere i propri confini e i propri valori con i fatti, oltre che con le parole.


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