Il presidente Ucid Nino Apreda sposa la linea del cardinal Bagnasco: «Sui temi tecnici e politici non esistono verità di fede. I cristiani siano cittadini adulti e informati»
(Ti Lancio dalla Campania) Napoli 21 febbraio 2026– «Strumentalizzare la Chiesa e il sentimento dei fedeli in vista del prossimo referendum è un’operazione politicamente scorretta e culturalmente superata». Lo dichiara in una nota Nino Apreda, presidente dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) della sezione Napoli-Pozzuoli.
Intervenendo nel dibattito che vede contrapposti diversi schieramenti, Apreda sottolinea la piena sintonia con le recenti riflessioni del Cardinale Angelo Bagnasco circa l’autonomia del laicato cattolico nelle scelte elettorali che non coinvolgono i cosiddetti “valori non negoziabili”.
«Esiste un confine netto tra i pilastri della dottrina cristiana e le scelte di natura tecnica o legislativa che un referendum pone ai cittadini – spiega Apreda –. In questo caso, ci troviamo di fronte a quesiti che riguardano l’organizzazione dello Stato e visioni politiche legittime, ma che non toccano valori irrinunciabili. Pretendere di dare una “patente di cattolicità” a una delle due opzioni sulla scheda è un errore che rischia di dividere inutilmente la comunità ecclesiale».
Secondo il presidente dell’UCID Napoli-Pozzuoli, il ruolo dell’imprenditore e del dirigente cristiano è quello di testimoniare l’etica nel lavoro e nella società, senza tuttavia trasformare la fede in un vessillo di parte: «I cristiani sono cittadini maturi, dotati di una libertà di coscienza che va difesa da ogni tentativo di arruolamento forzato. Non abbiamo bisogno di tutori che ci indichino quale casella sbarrare; abbiamo bisogno di una politica che argomenti nel merito, senza cercare scudi religiosi».
«L’UCID – conclude Apreda – continuerà a promuovere il confronto basato sulla dottrina sociale della Chiesa, ma ribadisce con fermezza che l’unità dei credenti si fonda sul Vangelo e non sulle contingenze elettorali. Il voto resti un atto di responsabilità civile, libera e consapevole».


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