(Ti Lancio dalla Campania) Napoli 20 marzo 2026 – In un momento storico di estrema delicatezza, la voce del mondo imprenditoriale cristiano si leva per sostenere con forza i messaggi di pace dei vertici istituzionali e spirituali. Nino Apreda, presidente della sezione UCID Napoli-Pozzuoli-Ischia, interviene con una riflessione che lega l’urgenza diplomatica alla necessità strategica di un’autonomia energetica, partendo proprio dalle risorse del Sud.
«Le parole del presidente Sergio Mattarella, che ha ribadito con fermezza il suo rifiuto totale della guerra, risuonano in noi con forza, unendosi al monito già espresso da Papa Leone XIV durante l’ultimo Angelus», esordisce Apreda. «Nessuno può dirsi favorevole al conflitto, ma dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà: di fatto, stiamo già operando all’interno di un’economia di guerra».
Secondo il presidente dell’UCID campana, gli effetti sono tangibili e quotidiani: dai costi energetici instabili alle criticità nei trasporti aerei che devono aggirare le aree di crisi della penisola araba, fino al calo dei flussi turistici, settore vitale per il nostro territorio già provato dalle conseguenze del conflitto russo-ucraino.
Apreda analizza con precisione la posizione del Sud Italia: «Il Mezzogiorno, per la sua collocazione baricentrica nel Mediterraneo e per la presenza di infrastrutture e basi logistiche della NATO, è esposto più di altri territori alle dinamiche dei conflitti internazionali. Per noi, il “no” alla guerra non può restare solo un auspicio morale, ma deve tradursi in una rinnovata stagione di diplomazia concreta».
Ma la pace, secondo la visione dell’UCID, si costruisce anche attraverso l’indipendenza economica e la tutela dell’ambiente. Il presidente Apreda indica una rotta chiara: l’accelerazione decisa verso le energie rinnovabili.
«Non possiamo più permetterci rimandi», incalza Apreda. «È il momento di superare ideologie sterili, lentezze burocratiche e ritardi strutturali che hanno frenato troppo a lungo il Sud e le Isole. Abbiamo una ricchezza straordinaria che ci viene donata dalla natura: il sole e il vento».
Per l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, investire nel green non è solo una scelta ecologica, ma una leva di sicurezza nazionale per l’autosufficienza: ridurre la dipendenza dai mercati esteri instabili. Stabilità economica: proteggere imprese e famiglie dai rincari energetici. Futuro per i giovani: creare filiere tecnologiche d’avanguardia nel Mezzogiorno.
«Investire oggi nelle rinnovabili», conclude Nino Apreda, «significa costruire fattivamente la pace e la stabilità. È questa la responsabilità che come imprenditori e dirigenti cristiani sentiamo di dover assumere: trasformare le crisi in opportunità di sviluppo etico e duraturo per la nostra terra».


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