Nella solenne celebrazione della Domenica delle Palme, il pontefice lancia un monito durissimo contro la violenza globale. Intanto, da Gerusalemme arriva la denuncia del Patriarcato: la polizia israeliana blocca l’accesso al Santo Sepolcro per il Cardinale Pizzaballa
(Ti Lancio dalla Città del Vaticano) 31 marzo 2026 – Un grido di pace che squarcia il silenzio di piazza San Pietro. Papa Leone XIV, durante l’omelia per la Domenica delle Palme, ha rivolto un appello accorato e diretto ai potenti della Terra e a chiunque impugni un’arma: “Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!”.
Commentando la passione di Cristo, il Santo Padre ha sottolineato come Gesù abbia scelto di non armarsi e di non combattere alcuna guerra, manifestando invece il “volto mite di Dio”. Il Pontefice ha voluto sgombrare il campo da ogni possibile strumentalizzazione religiosa dei conflitti: “Questo è il nostro Dio: un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta”.
Parole che risuonano come un monito biblico verso chi cerca legittimazione divina per le proprie azioni belliche, ricordando che Dio rigetta le preghiere di chi ha “le mani che grondano sangue”.
Nelle ferite di Cristo, Leone XIV ha invitato a vedere i “crocifissi dell’umanità” moderna: le donne, gli uomini, i malati e i soli che oggi soffrono. Citando le parole di don Tonino Bello, il Papa ha affidato a Maria il gemito di dolore delle vittime, esprimendo la speranza che le ingiustizie dei popoli abbiano i giorni contati e che le lacrime dei poveri possano presto essere prosciugate.
Il pensiero del Papa è andato con particolare forza ai cristiani del Medio Oriente, vittime di un “conflitto atroce” che impedisce loro di vivere appieno i riti della Settimana Santa.
Questa sofferenza è stata tangibile nei fatti denunciati poco prima dal patriarcato di Gerusalemme. La polizia israeliana ha infatti impedito al cardinale Pizzaballa e a monsignor Ielpo l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro. Il Patriarcato ha definito l’azione come “manifestamente irragionevole e sproporzionata”, denunciandola come un’estrema violazione della libertà di culto e dello status quo dei Luoghi Santi.
Mentre il mondo entra nel cuore della Settimana Santa, l’appello di Leone XIV rimane un’invocazione disperata affinché si aprano “cammini concreti di riconciliazione e di pace” per tutti i popoli feriti.


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