Cookie Policy ATTUALITA'. FVG. GLI AVVOCATI PONTI E DE PAULI ANALIZZANO IL "CASO FERRAGNI" TRA DIRITTO E ALGORITMI - Tilancio

ATTUALITA’. FVG. GLI AVVOCATI PONTI E DE PAULI ANALIZZANO IL “CASO FERRAGNI” TRA DIRITTO E ALGORITMI

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Il recente proscioglimento di Chiara Ferragni non chiude solo una vicenda di cronaca, ma apre una complessa riflessione giuridica sulla “minorata difesa” nell’era digitale. Gli avvocati Luca Ponti e Luca De Pauli intervengono con un’analisi tecnica: quando la comunicazione social altera l’equilibrio tra influencer e consumatore, il confine tra persuasione e illecito si fa sottile.

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Udine 22 gennaio 2026 – Non è una questione di costume, ma di pura tecnica del diritto. Il recente proscioglimento di Chiara Ferragni ha riportato sotto i riflettori un’espressione che sembra uscita da un manuale  di diritto penale, ma che oggi è più attuale che mai: minorata difesa.

Secondo gli avvocati Luca Ponti e Luca De Pauli, soci fondatori dello studio Ponti DePauli Partners, il caso offre l’opportunità per una riflessione giurisprudenziale su come questo concetto stia cambiando pelle nell’era dei social e degli algoritmi.

Un tempo la minorata difesa evocava immagini lineari: la vittima fragile, inesperta o colta di sorpresa. Oggi, come osserva Luca Ponti, lo scenario è decisamente più sofisticato. Nel mondo digitale, infatti, non serve essere ingenui per essere vulnerabili: si può essere consumatori esperti eppure trovarsi in una posizione di debolezza di fronte a un’architettura comunicativa studiata per abbassare le difese critiche.

La vulnerabilità moderna non nasce da un limite di chi riceve il messaggio, ma da come il messaggio è costruito. Comunicazioni apparentemente spontanee, confezionate come “racconti di vita” (stories) e non come promozioni, creano un flusso unidirezionale in cui lo spazio per il dubbio si assottiglia. Non c’è tempo di verificare; si reagisce all’emozione più che scegliere consapevolmente.

In questo contesto, la minorata difesa diventa una questione di architettura della comunicazione. Quando l’autorevolezza percepita di chi comunica è così forte da annullare il filtro critico, il rapporto smette di essere equilibrato.

“Chi ha un grande seguito ha anche una grande responsabilità giuridica”, spiega De Pauli“Il potere di influenzare milioni di persone non è un elemento neutro: può orientare scelte, aspettative e comportamenti economici. Quando l’influenza diventa pressione psicologica o informativa, la libertà di scelta rischia di diventare un’illusione.”

La trasparenza, dunque, non è più solo una questione di reputazione o di “buona educazione” digitale, ma un pilastro del diritto commerciale e penale. La minorata difesa è la lente moderna indispensabile per leggere i rapporti tra mercato e diritto.

Secondo i partner di Ponti DePauli, questo concetto è destinato a diventare centrale nella giurisprudenza futura, evolvendosi da relitto del passato a strumento dinamico per la tutela dei consumatori in un mercato dove il valore principale non è più il prodotto, ma l’attenzione e la fiducia del pubblico.

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