Cookie Policy ATTUALITA'. FVG. IRAN, IL RACCONTO DI RENATO RAILZ (EUROLLS): «TEHERAN SI SVUOTA, CONTATTI INTERROTTI E FUGA VERSO LE PROVINCE» - Tilancio

ATTUALITA’. FVG. IRAN, IL RACCONTO DI RENATO RAILZ (EUROLLS): «TEHERAN SI SVUOTA, CONTATTI INTERROTTI E FUGA VERSO LE PROVINCE»

ATTUALITA’. FVG. IRAN, IL RACCONTO DI RENATO RAILZ (EUROLLS): «TEHERAN SI SVUOTA, CONTATTI INTERROTTI E FUGA VERSO LE PROVINCE»

L’imprenditore friulano, alla guida della multinazionale Eurolls, riceve costanti aggiornamenti dai propri agenti sul campo: «La capitale è percepita come un bersaglio, molti fuggono lontano dal baricentro del potere»

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Attimis (UD) 2 marzo 2026 – Mentre i cieli del Medio Oriente restano chiusi e il mondo osserva con il fiato sospeso l’escalation militare dopo la morte di Khamenei, arrivano testimonianze dirette di come la geografia umana e sociale dell’Iran stia mutando in poche ore. A farsi portavoce di questo clima di incertezza è Renato Railz, fondatore e presidente di Eurolls, multinazionale leader nella produzione di rulli in acciaio e carburo di tungsteno, da anni presente stabilmente sul mercato iraniano.

Attraverso la fitta rete di agenti di commercio che operano per Eurolls nel Paese, Railz riceve aggiornamenti che descrivono una Teheran trasformata. La metropoli, cuore pulsante dell’economia e della politica persiana, viene oggi percepita dai suoi stessi abitanti come il luogo più pericoloso del Paese, il bersaglio naturale di possibili nuove ondate di raid aerei.

«Le notizie che ci arrivano dai nostri uomini sul campo sono chiare: è in corso un massiccio spostamento della popolazione verso le città di provincia e le zone rurali, il più lontano possibile dalla capitale», spiega Railz. Il dramma non è solo logistico, ma umano e relazionale. L’esodo repentino e l’instabilità delle comunicazioni stanno provocando una rottura dei legami professionali e familiari. Molti operatori economici e cittadini non hanno più notizie di partner commerciali, amici o parenti che avevano il proprio baricentro di vita e affari a Teheran.

L’incertezza regna sovrana: le strutture aziendali che fino a pochi giorni fa garantivano la continuità operativa di molte multinazionali sono ora in un limbo. Chi è fuggito spesso non ha i mezzi o la possibilità di comunicare la propria posizione, rendendo impossibile mappare la sicurezza dei propri collaboratori.

Per un’azienda come Eurolls, che ha fatto dell’internazionalizzazione il suo punto di forza, il mercato iraniano ha sempre rappresentato una sfida e un’opportunità. Tuttavia, Railz sottolinea come in questo momento la priorità sia la dimensione umana: «Siamo davanti a una situazione in totale divenire. Il rischio non è solo militare, ma è lo sfaldamento di un tessuto sociale che garantiva la stabilità del lavoro».

Le prossime ore saranno decisive per capire se questo spostamento della popolazione sia temporaneo o se Teheran sia destinata a rimanere una “città fantasma” sotto lo spettro della rappresaglia promessa da Larijani. Per ora, resta il silenzio di chi ha lasciato tutto per cercare rifugio lontano dal mirino della guerra.

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