Il Segretario di Stato rassicura gli alleati alla MSC 2026: “Siamo legati da un destino comune”. Tra sollievo e diffidenza, i leader europei si interrogano sulla reale tenuta dell’ombrellone atlantico.
(Ti Lancio dalla Germania) Monaco di Baviera 17 febbraio 2026 – “L’America non volterà le spalle all’Europa”. Con queste parole Marco Rubio, Segretario di Stato americano, ha tentato di dissipare le nubi che da mesi gravano sulle relazioni transatlantiche durante il suo atteso intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC). Un discorso dai toni caldi, volto a riaffermare l’impegno degli Stati Uniti nella NATO, che ha però ricevuto un’accoglienza mista da parte dei vertici dell’Unione Europea.
Nel cuore della Baviera, Rubio ha dipinto un quadro di interdipendenza inevitabile. Secondo il Segretario di Stato, l’alleanza con l’Europa non è un atto di carità, ma un pilastro fondamentale della sicurezza nazionale statunitense. “Un’Europa forte e sicura è nell’interesse vitale dell’America”, ha dichiarato, cercando di rassicurare le cancellerie preoccupate da possibili derivate isolazioniste di Washington.
Le sue parole mirano a stabilizzare un fronte che, tra il conflitto in Ucraina e le tensioni nel Pacifico, teme un disimpegno statunitense a favore di una strategia “Asia-first”.
Se da una parte alcuni leader dell’Europa centrale e orientale hanno accolto le dichiarazioni di Rubio con un sospiro di sollievo, il nucleo storico dell’UE – guidato da Francia e Germania – mantiene una postura di estrema prudenza. L’ala del sollievo: per i Paesi Baltici e la Polonia, le parole di Rubio sono la conferma che la deterrenza nucleare e convenzionale americana resta il solo scudo credibile contro le ambizioni del Cremlino. L’ala dello scetticismo: a Parigi e Berlino il clima è diverso. Molti funzionari sottolineano che le “belle parole” devono essere seguite da fatti concreti, specialmente sul piano dei finanziamenti militari e del sostegno a lungo termine a Kiev. L’autonomia strategica: per l’alto rappresentante UE, il discorso di Rubio, pur positivo, non deve rallentare la corsa europea verso l’indipendenza militare. “Le rassicurazioni sono gradite, ma l’Europa deve imparare a parlare il linguaggio della potenza da sola”, trapela dai corridoi della Conferenza.
Il paradosso di Monaco 2026 è evidente: mai come oggi gli USA hanno cercato di essere rassicuranti, e mai come oggi l’Europa è apparsa consapevole che la fiducia incondizionata nel partner d’oltreoceano appartiene al passato.
L’articolo mette in luce come la politica estera di Rubio sta cercando di navigare in un mare di diffidenza, dove ogni promessa americana viene pesata sulla bilancia della politica interna statunitense. La vera domanda che resta sospesa tra i padiglioni dell’Hotel Bayerischer Hof è: quanto durerà questo impegno?


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