(Ti Lancio dall’Iran) Teheran 13 gennaio 2026 – La crisi in Iran si aggrava drasticamente. Mentre il numero delle vittime accertate dai monitoraggi internazionali, come l’organizzazione Iran Human Rights (IHR), ha superato quota 600, la comunità internazionale sta reagendo con una durezza senza precedenti. Alle minacce militari di Donald Trump si aggiungono ora sanzioni economiche globali e una condanna corale da parte delle principali democrazie.
Il presidente Donald Trump ha alzato ulteriormente la posta, non limitandosi più solo all’opzione militare. Con un annuncio ufficiale, ha stabilito che, dazi punitivi: qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con l’Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le esportazioni verso gli Stati Uniti. Obiettivo: isolare economicamente il regime, costringendo i partner commerciali storici di Teheran (tra cui Cina, India e diversi Paesi europei) a scegliere tra il mercato iraniano e quello statunitense.
L’Europa, pur preoccupata per l’escalation militare, si sta allineando sul fronte della pressione diplomatica.
Nuove sanzioni UE: l’alto rappresentante Kaja Kallas e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno annunciato che l’UE è pronta a varare nuove sanzioni “più severe” contro i responsabili della repressione. Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo, ha esortato l’Europa ad “agire ora”, definendo il regime “terrorizzato dal proprio popolo”. Condanna ONU: il Segretario Generale Antonio Guterres si è detto “scioccato” dalle violenze e ha chiesto la massima moderazione, mentre Amnesty International denuncia l’uso sistematico di armi da fuoco contro civili inermi.
In Medio Oriente, la tensione è ai massimi storici. Israele: Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha espresso pieno sostegno al popolo iraniano. Fonti di intelligence riferiscono che l’esercito israeliano è in stato di massima allerta in previsione di possibili raid mirati statunitensi contro siti nucleari o basi missilistiche iraniane. Risposta di Teheran: il regime ha avvertito che, in caso di attacco, le basi statunitensi nella regione e lo stesso Israele diventeranno “obiettivi legittimi”.
Nonostante il tentativo delle autorità di dichiarare la situazione “sotto controllo”, il blocco totale di Internet e delle comunicazioni (attivo da giovedì) impedisce al mondo di conoscere la reale entità del massacro. Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un avviso di evacuazione immediata per tutti i cittadini statunitensi ancora presenti nel Paese, citando l’alto rischio di arresti arbitrari e l’impossibilità di fornire assistenza consolare.


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