(Ti Lancio dall’Italia) 15 ottobre 2025 – Quando si parla di donne che occupano posizioni di leadership per il nostro Paese la fotografia è a tinte fosche. Lo certifica la 2a edizione dell’Osservatorio Donne Executive, realizzato dal Corporate Governance Lab SDA Bocconi School of Management in collaborazione con Eric Salmon &Partnersche analizza la rappresentanza femminile nei vertici aziendali, con l’inclusione, quest’anno, di un confronto tra Italia, Francia, Germania e Belgio. Lo studio esamina in modo sistematico la distribuzione delle donne nei ruoli executive, le funzioni ricoperte, i settori industriali, le dinamiche generazionali e l’esperienza internazionale. Due focus specifici riguardano la posizione di Amministratore Delegato e il ruolo dei Comitati Nomine come leve per promuovere la leadership femminile. Nel perimetro italiano, su un campione composto da 320 imprese – 169 quotate e 151 non quotate di grandi dimensioni – la percentuale di donne executive si attesta al 18,1%, un dato sostanzialmente stabile rispetto alla prima edizione (17,4% nella rilevazione iniziale). La quota di donne executive, sia a livello aggregato che per tipologia di impresa, si attesta intorno a un rapporto 1 a 6. Ancora più marcato è il divario nelle posizioni apicali assolute: solo il 7% delle aziende italiane ha un’Amministratrice Delegata, una percentuale invariata rispetto all’anno precedente. Le donne continuano a concentrarsi nelle funzioni di staff, in particolare risorse umane, legale, audit, investor relations e sostenibilità, mentre restano sottorappresentate nelle aree operative e finanziarie, ritenute cruciali per accedere alle cariche di vertice.
L’indagine evidenzia come l’Europa proceda a velocità differenti. In Italia, oltre il 20% delle imprese non presenta alcuna donna nei propri team di vertice, mentre in Francia quasi un’azienda su cinque supera il 50% di presenza femminile nei ruoli executive, grazie anche a un impianto normativo più lungimirante e a pratiche consolidate di inclusione. La Germania mostra un sistema di governance più rigido e frammentato nelle politiche di promozione della leadership femminile, mentre il Belgio presenta un quadro più bilanciato, sebbene su un campione più ristretto.
Elemento centrale riguarda il ruolo dei Comitati Nomine, che si confermano leva strategica per la promozione della leadership femminile. La presenza di almeno una donna in questi organi aumenta del 15,3% la probabilità di nomine esecutive femminili. In Italia l’impatto della legge Golfo-Mosca ha segnato un’accelerazione significativa: dall’introduzione della normativa la probabilità di nomine di donne ai vertici è cresciuta del 25,1%, avvicinando il Paese ai livelli francesi.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)


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