Tensione diplomatica tra Roma e Washington. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto blocca l’atterraggio di asset aerei americani diretti in Medio Oriente: “Nessuna autorizzazione preventiva, violati i trattati”
(Ti Lancio da Roma) Roma 31 marzo 2026 – In un momento di altissima tensione internazionale dovuta al conflitto tra Stati Uniti e Iran, l’Italia segna un punto fermo sulla propria sovranità nazionale. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha negato agli Stati Uniti l’uso della base aerea di Sigonella, in Sicilia, per operazioni legate allo scenario bellico in Medio Oriente.
Secondo quanto ricostruito, alcuni asset aerei statunitensi erano già in volo verso la Sicilia quando il piano di volo è stato comunicato all’Aeronautica italiana. Il piano prevedeva lo scalo tecnico a Sigonella per poi proseguire verso il teatro operativo mediorientale.
Tuttavia, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha informato il ministro Crosetto che per tali voli non era stata richiesta alcuna autorizzazione preventiva, né il governo italiano era stato consultato. Dalle verifiche tecniche è emerso che non si trattava di “voli logistici o normali” (previsti dai trattati bilaterali del 1954), ma di asset destinati a scopi bellici.
Ricevuta la relazione dai vertici militari, Crosetto ha dato mandato diretto di informare il comando USA: quegli aerei non avrebbero potuto toccare il suolo italiano. La motivazione è duplice, mancanza di autorizzazione: i piani sono stati comunicati a fatti già avviati, senza il preventivo via libera dell’Italia. Violazione dei trattati: l’uso delle basi italiane per azioni di guerra richiede una consultazione politica e un’approvazione che esula dalla normale gestione logistica della base.
La decisione ha suscitato un immediato plauso dalle opposizioni. Carlo Calenda (Azione) ha definito la scelta “giusta e corretta”, sottolineando che non si può avere un approccio sottomesso verso l’alleato quando si tratta di azioni di guerra fuori dai trattati. Anche Angelo Bonelli (Europa Verde) ha parlato di un “atto dovuto” per il rispetto della legalità internazionale.


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