(Ti Lancio da Roma) Roma 14 novembre 2025 – L’incontro tra la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, e il primo ministro albanese, Edi Rama, si è svolto nel segno dell’accordo bilaterale sui centri di detenzione per migranti. Sebbene l’intesa rappresenti un elemento di politica estera di rilievo, la forte focalizzazione su questo unico argomento ha purtroppo rappresentato una possibilità mancata per affrontare la fitta trama di opportunità e sfide che legano storicamente e strategicamente i due Paesi.
L’Albania è molto più di un partner per la gestione dei flussi migratori. È un Paese in rapida, seppur controversa, evoluzione, che avrebbe meritato un’agenda più ampia.
Il successo turistico dell’Albania è un dato inequivocabile: nel 2022, il Paese ha accolto sette milioni e mezzo di turisti. I numeri sono balzati a circa dieci milioni nel 2023. Si stima che abbiano raggiunto i quattordici milioni nel 2024 .
Il clima mediterraneo e i prezzi competitivi hanno trasformato la costa albanese in una delle mete estive più ambite. Tuttavia, sotto la patina del boom turistico e immobiliare, si nasconde una realtà complessa. Pur mancando cifre ufficiali, si stima che tra un terzo e la metà del Prodotto Nazionale Lordo (PNL) del Paese derivi dal traffico di droga. Questi dati avrebbero meritato una discussione approfondita tra i due leader, dato l’impatto sulla sicurezza e la criminalità organizzata che inevitabilmente coinvolgerà anche l’Italia.
Un altro argomento cruciale rimasto in ombra è il profondo legame demografico ed economico che unisce i due Paesi, generato dall’elevato tasso di emigrazione post-socialista.
In proporzione alla popolazione (oggi solo 2,8 milioni di abitanti), nessun altro Stato europeo ha registrato un tasso di emigrazione così alto, perdendo circa il 30% dei residenti negli ultimi trent’anni. Spesso, sono i giovani più talentuosi ad aver lasciato il Paese. Oggi, l’Albania ha più cittadini all’estero che sul proprio territorio. Il ruolo della comunità albanese in Italia è determinante. Attualmente, circa trecentocinquantamila albanesi risiedono in Italia.
Questi gestiscono circa quarantamila imprese attive sul territorio. Si stima che contribuiscano a generare circa il sette per cento del PIL italiano.
Una discussione strategica avrebbe potuto concentrarsi su come valorizzare questo enorme asset di capitale umano e imprenditoriale, incentivando la collaborazione economica e il know-how anziché limitarsi a una partnership sui respingimenti.
Il vertice Meloni-Rama, pur avendo consolidato l’accordo sui centri di detenzione, ha lasciato sul tavolo temi di ben più ampia portata, mancando l’opportunità di delineare una visione del partenariato italo-albanese che vada oltre l’emergenza migratoria e riconosca la vera complessità geopolitica ed economica dell’Albania.
Ph credit: Presidenza del Consiglio dei Ministri


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