(Ti Lancio dalla Lituania) Vilnius 31 ottobre 2025 – La Lituania, baluardo orientale della NATO sul confine con la Russia e la Bielorussia, sta vivendo un momento di forte turbolenza politica e militare. L’attenzione mediatica è concentrata sull’ impennata senza precedenti delle spese militari del Paese e sulle inattese dimissioni di Dovilė ŠAKALIENĖ ministro della Difesa.
Questo doppio evento sottolinea la gravità della percezione della minaccia nel Baltico e la pressione politica esercitata sulla leadership del Paese per accelerare il riarmo.
Negli ultimi anni, la Lituania è stata tra i Paesi NATO più vocali nel denunciare l’aggressione russa e nel chiedere un rafforzamento del fianco orientale. Questa postura si è tradotta in una vertiginosa crescita del bilancio della Difesa, che ha superato la soglia del 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL) raccomandata dall’alleanza.
La spinta all’aumento delle spese è dettata da diverse priorità strategiche: acquisto di sistemi d’arma avanzati e aggiornamento degli equipaggiamenti. Necessità di sostenere l’infrastruttura per l’accoglienza delle truppe alleate schierate nel Paese (come la Brigata tedesca).
Investimenti nella formazione e nell’addestramento, essenziali per la difesa territoriale.
Questa corsa al riarmo, sebbene necessaria secondo l’analisi della sicurezza, ha messo sotto forte pressione la gestione del bilancio e l’efficienza degli acquisti militari.
Le dimissioni del ministro della Difesa arrivano in un momento di grande sensibilità e, secondo fonti politiche, sarebbero collegate proprio alle difficoltà e alle controversie emerse nella gestione di questi fondi record.
Le motivazioni ufficiali (che spesso citano “ragioni personali” o “responsabilità politica”) nascondono probabilmente frizioni interne sul ritmo e sulle modalità di spesa.
La Lituania, con il suo ruolo di “sentinella” nell’area Baltica, non può permettersi ritardi o inefficienze negli investimenti militari. La partenza del Ministro in questo frangente critico indica una probabile insoddisfazione ai più alti livelli governativi e presidenziali riguardo la rapidità e l’efficacia con cui la nazione si sta preparando alla difesa.
L’instabilità politica interna riflette la tensione esterna. La Lituania continua a spingere l’Unione Europea e la NATO per un approccio più duro verso Mosca. Le ingenti spese militari non sono solo un investimento in sicurezza, ma un chiaro messaggio politico: Vilnius è determinata a difendersi ea farsi carico della propria sicurezza, in linea con gli impegni NATO .
Il prossimo ministro dovrà affrontare l’eredità di un bilancio gonfiato e la sfida di attuare rapidamente i piani di modernizzazione, garantendo al contempo la massima trasparenza e l’efficienza nella spesa per la difesa nazionale.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)


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