(Ti Lancio dalla Lombardia) Milano 25 febbraio 2026 – L’agire economico come scelta spirituale. L’eccellenza manageriale, secondo Fabio Storchi, non può essere separata dalla dimensione umana e spirituale della persona. La spiritualità, in questa prospettiva, non è un elemento intimistico o astratto, ma la consapevolezza che l’agire economico ha un significato che va oltre il profitto: significa interrogarsi sul senso del proprio operare, sulle conseguenze delle decisioni, sulla dignità delle persone coinvolte. È la vita interiore che orienta le scelte, che impedisce di ridurre il lavoro a semplice funzione produttiva e che mantiene viva la domanda sul perché e per chi si fa impresa. In occasione dell’ottantesimo anniversario della fondazione di UCID Lombardia, il presidente della sezione di Reggio Emilia, Fabio Storchi ha voluto rinnovare un messaggio di vicinanza e responsabilità, richiamando con forza il ruolo che l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti è chiamata a svolgere nell’attuale contesto storico.
Oggi siamo chiamati a riconoscere nella spiritualità un ulteriore e necessario passaggio culturale per il mondo del business. Se il secolo scorso è stato dominato dal primato della tecnica e delle competenze funzionali, e gli ultimi decenni hanno visto l’emergere fondamentale dell’intelligenza emotiva, il presente ci pone davanti alla sfida del “senso”. Questo passaggio non nega la tecnica, ma la orienta: la spiritualità diventa lo sguardo capace di vedere l’invisibile dietro i numeri del bilancio, trasformando la leadership da esercizio di potere a esercizio di discernimento. È l’evoluzione definitiva della cultura d’impresa: dopo il saper fare e il saper essere, emerge il saper significare, ovvero la capacità di dare un fine ultimo e trascendente all’agire quotidiano.
Per Storchi, il traguardo degli ottant’anni non è soltanto una celebrazione, ma un’assunzione di responsabilità collettiva. «In un momento complesso e frammentato come quello che stiamo vivendo — ha affermato — l’UCID deve rendere visibili e operativi i propri valori. Valori che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa e hanno una forte convergenza con i principi dell’Economia Civile quali la centralità della persona, la solidarietà, la partecipazione attiva, la giustizia sociale e l’equità. Non siamo semplici osservatori del cambiamento, ma protagonisti chiamati ad orientarlo verso il bene comune».
In questa visione, l’impresa assume sempre più un ruolo sociale centrale e occupa un posto di primo piano nella comunità, con doveri e responsabilità crescenti. Non è soltanto un soggetto economico, ma una vera e propria “infrastruttura sociale” insostituibile: uno spazio in cui le persone si integrano, convivono e collaborano; un luogo in cui maturano competenze, si organizza l’azione comune, si sviluppa coscienza di sé e si sperimenta la partecipazione.
Tale prospettiva è informata da un autentico umanesimo integrale, che riconosce la persona nella totalità delle sue dimensioni — professionale, relazionale, etica e spirituale — e orienta l’attività aziendale a promuoverne lo sviluppo pieno. Nei rapporti tra le persone, questo significa coltivare rispetto, dialogo, corresponsabilità e cura reciproca, affinché l’organizzazione del lavoro non sia soltanto efficiente, ma anche profondamente umana, capace di generare crescita condivisa e valore per l’intera comunità. Il lavoro, allora, non è soltanto mezzo di sostentamento, ma fine che contribuisce allo sviluppo integrale della persona. Attraverso il lavoro si soddisfano bisogni materiali, ma anche relazionali ed esistenziali. È nel lavoro che l’uomo trova occasione di crescita, di riconoscimento, di costruzione di legami, e può confrontarsi con le domande fondamentali sul senso e sullo scopo della propria vita.
Ma l’impresa è anche un attore sociale che partecipa attivamente alla vita della comunità di cui è parte. Con la propria storia, la propria esperienza e le proprie competenze, può contribuire — insieme alle istituzioni pubbliche e private del territorio — per realizzare un autentico “patto di comunità”: un’alleanza concreta per costruire un futuro condiviso da tutti.
È in questa prospettiva che l’augurio rivolto a UCID Lombardia acquista il suo significato più profondo: rafforzare la collaborazione tra le sezioni e con gli altri territori del Paese, affinché l’impresa, radicata nella comunità e guidata da una visione umanistica, possa essere non solo competitiva, ma autenticamente generativa di coesione, di speranza e di sviluppo.
In questo cammino di rinnovamento e testimonianza, desideriamo che l’UCID, la nostra associazione, sostenuta dalla nuova guida spirituale del cardinal Angelo Bagnasco, sappia diventare, sempre più, un segno credibile e riconoscibile di quella sintesi tra fede e vita che la Chiesa ci chiede con forza. Una sintesi che non rimane sul piano delle intenzioni, ma si traduce in scelte concrete, in stili di leadership coerenti, in relazioni di lavoro improntate a rispetto, giustizia e corresponsabilità.


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