Nel corso della Lectio Magistralis all’Università di Salamanca, il Capo dello Stato richiama l’Unione Europea alla sua missione naturale: essere argine all’instabilità globale
(Ti Lancio dalla Spagna) Salamanca 19 marzo 2026 – In un passaggio cruciale del suo intervento presso l’Università di Salamanca, dove è stato insignito della laurea honoris causa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha delineato i contorni di una sfida epocale per il futuro dell’ordine internazionale. Di fronte alla crisi dei modelli di cooperazione globale, il Capo dello Stato ha rivolto un appello accorato affinché l’Europa riaffermi il proprio ruolo di pilastro della pace e del diritto.
Il Presidente ha aperto la sua riflessione analizzando i mutamenti profondi della geopolitica contemporanea: “L’ordine internazionale è, per sua natura, dinamico, nuovi protagonisti si affacciano, nuove sfide si presentano”. Tuttavia, questo dinamismo non deve tradursi in caos o nella legge del più forte. Mattarella ha posto un interrogativo diretto sulla direzione da intraprendere di fronte alla “recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati”.
Il cuore del messaggio presidenziale risiede nel rifiuto di un mondo dominato esclusivamente dalla competizione: “Accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla competizione? Tocca all’Europa saper dire di no”. Secondo Mattarella, l’alternativa a un sistema di regole condivise non è un nuovo equilibrio, ma una deriva pericolosa verso la frammentazione.
Il Capo dello Stato ha concluso con un mandato chiaro per le istituzioni e i popoli europei, chiamati a una resistenza attiva contro la logica delle armi: “Dire di no all’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità, con la moltiplicazione dei fronti di crisi”. Un richiamo che risuona come una guida per l’azione diplomatica del continente in un’epoca segnata da incertezze globali.


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