Cookie Policy ATTUALITA'. SVEZIA. DIFESA DEL BALTICO: LA SVEZIA SCEGLIE LA FRANCIA E ACQUISTA QUATTRO FREGATE PER OLTRE 4 MILIARDI DI DOLLARI - Tilancio

ATTUALITA’. SVEZIA. DIFESA DEL BALTICO: LA SVEZIA SCEGLIE LA FRANCIA E ACQUISTA QUATTRO FREGATE PER OLTRE 4 MILIARDI DI DOLLARI

ATTUALITA’. SVEZIA. DIFESA DEL BALTICO: LA SVEZIA SCEGLIE LA FRANCIA E ACQUISTA QUATTRO FREGATE PER OLTRE 4 MILIARDI DI DOLLARI

Il Primo Ministro Ulf Kristersson ha annunciato l’intesa con Naval Group per le nuove unità della classe FDI. Si tratta del più grande investimento militare di Stoccolma dagli anni ’80 a oggi: la capacità di difesa aerea del Paese verrà triplicata.

(Ti Lancio dalla Svezia) Stoccolma 20 maggio 2026 – Con una mossa strategica destinata a ridisegnare gli equilibri di sicurezza nel Nord Europa, la Svezia ha annunciato l’intenzione di acquistare quattro fregate di ultima generazione dalla Francia. La commessa, affidata alla compagnia statale francese Naval Group, ha un valore stimato di circa 40 miliardi di corone svedesi (pari a oltre 4,2 miliardi di dollari).

L’annuncio ufficiale è stato dato dal Primo Ministro svedese Ulf Kristersson e dal Ministro della Difesa Pål Jonson a bordo della corvetta HMS Härnösand a Stoccolma. Kristersson non ha usato mezzi termini per descrivere la portata storica dell’operazione: “Questo è uno dei più grandi investimenti svedesi nel settore della difesa dall’introduzione dei caccia Gripen negli anni ’80”.

Dall’inizio del conflitto in Ucraina e dal successivo ingresso formale della Svezia nella NATO nel 2024, il Mar Baltico è diventato uno degli scacchieri geopolitici più contesi e sensibili al mondo. Le nuove fregate, che prenderanno il nome di classe Luleå, diventeranno le unità di superficie più grandi e pesanti della Marina svedese, destinate a pattugliare le rotte commerciali vitali che collegano la Svezia alla Finlandia e alle repubbliche baltiche.

Il punto forte di questa acquisizione è il salto generazionale in termini di sicurezza aerea: le nuove unità permetteranno infatti di triplicare l’attuale capacità di difesa aerea della flotta svedese. “Il Mar Baltico non è mai stato così vulnerabile, contestato e sotto pressione nella storia moderna. Con questa decisione, la Svezia contribuirà a renderlo significativamente più sicuro in futuro” — Ulf Kristersson, Primo Ministro della Svezia.

I motivi della scelta: tempi rapidi e un sistema già collaudato

Naval Group ha superato una concorrenza agguerrita, battendo le offerte del consorzio britannico guidato da Babcock International (che proponeva le fregate Type 31) e degli spagnoli di Navantia.

Secondo il Ministro della Difesa Jonson, la bilancia è penduta a favore di Parigi per tre motivi fondamentali. Francia ha garantito la consegna della prima unità già nel 2030, seguita da una nave all’anno fino al 2033. Una rapidità essenziale vista l’urgenza di riarmo della regione. Affidabilità: Le fregate francesi della classe FDI (Frégate de Défense et d’Intervention) sono un modello già in produzione e operativo (attualmente adottato dalla Marina francese e da quella greca), riducendo a zero i rischi di sviluppo legati a prototipi. Condivisione dei costi. La standardizzazione della piattaforma permetterà alla Svezia di condividere con la Grecia e la Francia i futuri costi di manutenzione, aggiornamento logistico e addestramento delle componenti hardware.

Tecnologia imponente e integrazione nazionale

Le fregate FDI sono veri e propri colossi digitali da circa 4.000 tonnellate di dislocamento e 122 metri di lunghezza. La spina dorsale della loro difesa aerea sarà costituita dai missili a lungo raggio Aster 30 (prodotti dal consorzio europeo MBDA), in grado di intercettare aerei da caccia, missili da crociera e minacce balistiche fino a 120 chilometri di distanza.

Nonostante lo scafo e i sistemi principali verranno realizzati nei cantieri francesi di Lorient, in Bretagna, la Svezia ha già chiarito che durante i negoziati contrattuali pretenderà l’integrazione di tecnologie nazionali. Le navi monteranno quindi armamenti e sistemi radar sviluppati dal colosso svedese Saab (inclusi i missili antinave) e cannoni realizzati da BAE Systems Bofors.

Il nuovo asse Parigi-Stoccolma

L’accordo suggella una fitta rete di scambi commerciali e militari tra Francia e Svezia, secondo il principio di reciprocità europea caldeggiato dal presidente Emmanuel Macron. Proprio nei giorni scorsi, la Francia ha ordinato sistemi radar terrestri da Saab, mentre in precedenza aveva optato per l’acquisto degli aerei da ricognizione radar svedesi GlobalEye.

Grazie a questo storico piano di potenziamento navale, la Svezia conferma la sua intenzione di correre sul budget militare, pianificando di raggiungere una spesa per la difesa pari al 3,5% del PIL entro il 2030, andando ben oltre la soglia minima del 2% richiesta dai parametri NATO.

Leave a Reply

Your email address will not be published.