Cookie Policy ATTUALITA'. USA-CUBA. SVOLTA AI CARAIBI: TRUMP PROPONE UN “ACCORDO AMICHEVOLE” PER CUBA. VERSO IL REGIME CHANGE NEGOZIATO? - Tilancio

ATTUALITA’. USA-CUBA. SVOLTA AI CARAIBI: TRUMP PROPONE UN “ACCORDO AMICHEVOLE” PER CUBA. VERSO IL REGIME CHANGE NEGOZIATO?

ATTUALITA’. USA-CUBA. SVOLTA AI CARAIBI: TRUMP PROPONE UN “ACCORDO AMICHEVOLE” PER CUBA. VERSO IL REGIME CHANGE NEGOZIATO?

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington – L’Avana 2 marzo 2026 – Dopo decenni di gelo e sanzioni, il presidente Donald Trump scuote nuovamente gli equilibri del continente americano. In una serie di dichiarazioni rilasciate il 27 febbraio 2026, il titolare della Casa Bianca ha suggerito la possibilità di un “accordo amichevole” con l’isola di Cuba, prefigurando una transizione politica che potrebbe porre fine al regime comunista in cambio di una massiccia apertura economica.

Secondo quanto riportato dal Guardian, l’amministrazione Trump starebbe valutando un approccio inedito: non più solo la pressione delle sanzioni, ma una proposta di “regime change” concordato. Trump ha lasciato intendere che, qualora l’attuale leadership cubana accettasse di avviare riforme democratiche e di allontanarsi dalle influenze di Russia e Cina, gli Stati Uniti sarebbero pronti a trasformare l’isola in una nuova frontiera per gli investimenti americani.

“Cuba ha un potenziale incredibile, le spiagge più belle del mondo e un popolo straordinario. Possiamo fare un accordo amichevole che porti libertà e ricchezza, oppure possiamo continuare con la pressione massima. Io preferisco la prima opzione”, ha dichiarato Trump durante un evento in Florida. La proposta ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre la comunità dei cubani in esilio a Miami appare divisa tra chi teme una legittimazione del regime e chi vede finalmente una via d’uscita pragmatica, all’Avana il silenzio ufficiale è rotto solo da timide aperture verso il dialogo economico.

Gli analisti internazionali leggono questa mossa come parte del più ampio sforzo di Trump di “ripulire” l’emisfero occidentale dalle influenze delle potenze rivali (Mosca e Pechino), utilizzando la leva finanziaria come principale arma diplomatica.

L’annuncio arriva in un momento di estrema fragilità per l’isola, colpita da una crisi energetica cronica e da una scarsità di beni di prima necessità che non ha precedenti dal “Periodo Speciale” degli anni ’90. Un “accordo amichevole” con Washington rappresenterebbe per il popolo cubano l’ossigeno economico tanto atteso, ma il prezzo politico richiesto da Trump — lo smantellamento del sistema a partito unico — resta lo scoglio più duro da superare.

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