Cookie Policy ATTUALITA'. USA-ITALIA. OCEANI, ENTRA IN VIGORE IL TRATTATO SULL’ALTO MARE: MA L’ITALIA RESTA A GUARDARE - Tilancio

ATTUALITA’. USA-ITALIA. OCEANI, ENTRA IN VIGORE IL TRATTATO SULL’ALTO MARE: MA L’ITALIA RESTA A GUARDARE

ATTUALITA’. USA-ITALIA. OCEANI, ENTRA IN VIGORE IL TRATTATO SULL’ALTO MARE: MA L’ITALIA RESTA A GUARDARE

IL “BBNJ” DIVENTA LEGGE INTERNAZIONALE PER PROTEGGERE IL 30% DELLE ACQUE EXTRATERRITORIALI. MANCA ANCORA LA RATIFICA DI ROMA: RISCHIO DI PERDERE UN POSTO AL TAVOLO DELLE DECISIONI

(Ti Lancio dagli Stati Uniti e dall’Italia) New York-Roma 27 gennaio 2026 – Una data storica per il Pianeta Blu: è entrato ufficialmente in vigore il Trattato sull’Alto Mare (noto come BBNJ – Biodiversity Beyond National Jurisdiction). Si tratta del primo accordo internazionale legalmente vincolante volto a proteggere la vita marina nelle acque internazionali, zone che coprono quasi la metà della superficie terrestre ma che, fino a oggi, erano rimaste in gran parte una “terra di nessuno” legislativa.

L’obiettivo cardine è la protezione del 30% degli oceani entro il 2030 (il target “30×30”). Senza questo trattato, sarebbe impossibile monitorare o limitare attività umane distruttive nelle aree non soggette a giurisdizione nazionale. Sarà possibile istituire zone di conservazione in mare aperto, limitando pesca intensiva e attività estrattive. Viene stabilito un quadro per la condivisione equa dei benefici derivanti dalle scoperte biotecnologiche (come nuovi farmaci) effettuate in acque profonde. Obbligo di studi rigorosi prima di autorizzare nuove attività industriali negli abissi.

Nonostante l’Unione Europea sia stata tra i principali promotori del trattato, l’Italia figura tra i Paesi ritardatari. Mentre molte nazioni hanno già depositato lo strumento di ratifica presso le Nazioni Unite, l’iter legislativo italiano è apparso rallentato da passaggi burocratici e priorità politiche divergenti.

Il rischio è strategico, non solo ecologico: non aver ancora ratificato il trattato significa che l’Italia potrebbe restare esclusa dalle prime, cruciali assemblee in cui verranno decisi i criteri di gestione delle aree protette e la ripartizione dei fondi per la ricerca marina. Un paradosso per un Paese che fa della “Blue Economy” uno dei suoi pilastri economici.

L’efficacia del trattato dipenderà dalla capacità di sorveglianza. In questo contesto, l’integrazione di Intelligenza Artificiale e sistemi satellitari diventerà fondamentale per identificare la pesca illegale e monitorare lo stato di salute dei coralli di profondità in aree remote, dove la presenza umana è pressoché nulla.

L’opinione degli esperti: “Il Trattato sull’Alto Mare è il pezzo mancante nel puzzle della sopravvivenza climatica. L’oceano assorbe il 90% del calore in eccesso generato dalle attività umane; lasciarlo senza tutela sarebbe stato un suicidio collettivo.”

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