Cookie Policy ATTUALITA'. USA. TERREMOTO NEL LUSSO USA: SAKS GLOBAL DICHIARA FALLIMENTO. TREMANO LE MAISON EUROPEE - Tilancio

ATTUALITA’. USA. TERREMOTO NEL LUSSO USA: SAKS GLOBAL DICHIARA FALLIMENTO. TREMANO LE MAISON EUROPEE

ATTUALITA’. USA. TERREMOTO NEL LUSSO USA: SAKS GLOBAL DICHIARA FALLIMENTO. TREMANO LE MAISON EUROPEE

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Houston-New York – 14 gennaio 2026  – Il gigante nato dalla fusione tra Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman crolla sotto un debito di 3,4 miliardi. Il ricorso al Chapter 11 mette a nudo la crisi del retail fisico: Chanel, Kering e LVMH tra i principali creditori.

Quello che doveva essere il polo d’acciaio del retail di lusso americano si è trasformato, in meno di due anni, in uno dei fallimenti più clamorosi del decennio. Saks Global ha ufficialmente presentato istanza di fallimento volontario (Chapter 11) presso il tribunale fallimentare del distretto meridionale del Texas. L’obiettivo: proteggersi da una massa debitoria di 3,4 miliardi di dollari e tentare una ristrutturazione estrema.

Le radici del tracollo risalgono all’ambiziosa manovra del 2024, quando l’acquisizione di Neiman Marcus (che includeva anche l’iconico Bergdorf Goodman) diede vita a Saks Global. L’idea di unire le insegne storiche del lusso statunitense per fare massa critica contro l’e-commerce si è rivelata una scommessa insostenibile.

Nonostante un rifinanziamento da 600 milioni di dollari ottenuto la scorsa estate, i numeri del secondo trimestre 2025 hanno sancito la fine delle speranze: vendite crollate del 13% (1,6 miliardi di dollari).

Per evitare la chiusura immediata e il licenziamento di migliaia di dipendenti, il gruppo ha ottenuto un finanziamento d’emergenza di 1,75 miliardi di dollari. Questo capitale permetterà ai negozi di restare aperti, di onorare gli stipendi e di mantenere attivi i programmi fedeltà. “Le attività commerciali resteranno operative”, ha assicurato il management, cercando di rassicurare una clientela già in fuga verso le piattaforme digitali.

Il fallimento di Saks Global non è solo un problema americano, ma un colpo durissimo per il sistema moda globale. I primi 30 creditori non garantiti vantano complessivamente 712 milioni di dollari, e i nomi in cima alla lista rappresentano l’Olimpo del lusso: Chanel: 136 milioni di dollari di credito, Kering (Gucci): 60 milioni di dollari. LVMH, Richemont e Burberry: esposizioni significative. Made in Italy: tra i creditori figurano Brunello CucinelliZegna e Mayhoola (Valentino).
Incredibilmente, l’esposizione coinvolge anche i colossi tech della Silicon Valley come Meta e Alphabet (Google), segno di quanto il gruppo avesse investito massicciamente in advertising digitale nel disperato tentativo di recuperare traffico.

Il Chapter 11 di Saks Global è la prova definitiva che le “cattedrali del lusso” fisiche stanno soffrendo un cambiamento strutturale dei consumi. Se le grandi Maison francesi e italiane riusciranno a recuperare i loro crediti è ancora un’incognita; ciò che è certo è che il panorama dello shopping di alta gamma negli Stati Uniti non sarà mai più lo stesso.

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