Cookie Policy ATTUALITA'. VALLE D'AOSTA. L'EUROPA PERDE LA CORONA: IL MONTE BIANCO SI RIMPICCIOLISCE. LA NUOVA GEOGRAFIA DETTATA DAL CLIMA - Tilancio

ATTUALITA’. VALLE D’AOSTA. L’EUROPA PERDE LA CORONA: IL MONTE BIANCO SI RIMPICCIOLISCE. LA NUOVA GEOGRAFIA DETTATA DAL CLIMA

ATTUALITA’. VALLE D’AOSTA. L’EUROPA PERDE LA CORONA: IL MONTE BIANCO SI RIMPICCIOLISCE. LA NUOVA GEOGRAFIA DETTATA DAL CLIMA

(Ti Lancio dalla Valle d’Aosta) Courmayeur (AO) 8 gennaio 2026 – La geografia che abbiamo imparato sui banchi di scuola è ufficialmente superata. Il punto più alto d’Europa, il Monte Bianco, non svetta più a 4.810 metri: l’ultima misurazione scientifica fissa l’asticella a 4.807,3 metri. Una “ritirata” di quasi tre metri che non è solo un dato topografico, ma il sintomo di un cambiamento climatico che ha smesso di bussare alle porte delle valli per colpire direttamente le vette più inviolabili.

I dati, elaborati dalla Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur in collaborazione con il Laboratoire Edytem dell’Université de Savoie Mont-Blanc, ricevente oggi quello che gli scienziati chiamano “stato zero”. Grazie all’impiego combinato di georadar, droni e telerilevamento, la missione italo-francese ha radiografato la calotta: sotto la cima nevosa batte un cuore di roccia fermo a 4.786 metri. Sopra di esso, solo 20-25 metri di ghiaccio, una corazza che sta diventando sempre più sottile.  “Il rilievo non serviva solo a misurare l’altezza, ma a ricostruire l’intero ecosistema della cima per monitorarne l’evoluzione futura” , spiega Fabrizio Troilo, coordinatore della ricerca per Fondazione Montagna Sicura. Il dato che preoccupa gli esperti è l’irregolarità del trend: se in passato la quota fluttuava, negli ultimi anni la discesa sembra aver preso una direzione costante e inarrestabile.

Il fatto che il riscaldamento globale stia modificando la fisionomia delle Alpi a quote un tempo ritenute “immuni” è il segnale definitivo di un’accelerazione climatica senza precedenti. Il Monte Bianco, simbolo di eternità e stabilità, diventa così il termometro più visibile – e allarmante – del nostro pianeta. La domanda che la scienza pone oggi alla politica e all’industria non è più “se” i ghiacciai scompariranno, ma con quale velocità saremo in grado di adattarci a una geografia che cambia sotto i nostri piedi.

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