Ti Lancio dalla Spagna 31 luglio 2026 – Dopo la crisi a Ceuta e le minacce di blocco dei confini da parte del governo italiano, il premier spagnolo cita le statistiche dell’agenzia europea: “Il rispetto dei trattati e dei numeri non è facoltativo”. Convinto anche l’ambasciatore italiano.
È scontro aperto tra Italia e Spagna sulla gestione dei flussi migratori e della tenuta dell’area Schengen. La miccia che ha acceso il caso diplomatico tra Roma e Madrid parte dagli eventi di Ceuta, l’enclave spagnola in Nord Africa, scatenando una dura reazione delle istituzioni italiane e la minaccia di sospendere la libera circolazione verso Madrid.
La replica di Sánchez: “Solidarietà facoltativa, i trattati no”. A stretto giro è arrivata la replica del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, che ha scelto il proprio profilo X per mandare un messaggio diretto al governo italiano e ai partner europei:c”La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no”, ha scritto il premier spagnolo.
Per sostenere la sua posizione, Sánchez ha snocciolato le statistiche ufficiali di Frontex sugli ingressi irregolari registrati nell’Unione Europea tra il 2021 e il 2026: Italia: 478.600 ingressi; Balcani occidentali: 340.600 ingressi; Grecia: 259.800 ingressi; Spagna: 234.760 ingressi; Frontiera orientale: 48.000 ingressi.
Il sottotesto politico della presa di posizione è evidente: l’Italia, pur avendo registrato negli ultimi cinque anni più del doppio degli sbarchi rispetto alla Spagna, punta il dito contro Madrid invocando la chiusura delle frontiere interne. “Non è tempo di dividere. È tempo di continuare a costruire un’Unione europea forte e unita”, ha concluso Sánchez, richiamando alla coesione comunitaria.
Le parole del premier arrivano in un clima già infuocato a livello diplomatico. Nelle ore precedenti, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha annunciato di aver convocato l’ambasciatore d’Italia in Spagna “per protesta”, a seguito delle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Lo scontro segna un momento di forte stallo all’interno dell’UE, proprio mentre il tema del controllo delle frontiere esterne e della tenuta dei trattati torna a mettere a dura prova i rapporti di vicinato tra i paesi del Mediterraneo.


Leave a Reply