(Ti Lancio dal Regno Unito e dal Piemonte) Londra – Torino 30 aprile 2026 – CNH Industrial, leader globale nel settore dei macchinari agricoli e delle costruzioni, ha reso noti i risultati finanziari del primo trimestre 2026 . I numeri riflettono una fase di forte pressione sul settore, caratterizzata da una contrazione della domanda nei mercati chiave, ma l’azienda mantiene il rotta confermando le previsioni per l’intero esercizio.
Il primo trimestre si è chiuso con un utile netto di 10 milioni di dollari (EPS di 0, 01 dollari), un calo significativo rispetto ai 132 milioni di dollari (EPS di 0, 10 dollari) registrati nello stesso periodo del 2025. L’utile netto rettificato si è attestato a 21 milioni di dollari .
Sul fronte dei volumi, i ricavi consolidati mantengono il passo con l’anno precedente, attestandosi a 3,83 miliardi di dollari, con vendite nette delle attività industriali a 3,17 miliardi.
Il calo della redditività è figlio di una congiuntura macroeconomica complessa. Secondo il management, il settore sta attraversando la “fase più critica” del ciclo agricolo degli ultimi anni.
Nonostante i venti contrari, il CEO Gerrit Marx (tornato alla guida del gruppo proprio nel 2024/2025) ha sottolineato la resilienza operativa dell’azienda: “La nostra performance è stata in linea con le aspettative, nonostante il contesto complesso. Il team ha mantenuto una ferrea disciplina gestendo la produzione e le lungo scorte tutta la filiera. Grazie all’efficienza operativa e al miglioramento della qualità, abbiamo ottenuto risultati positivi sia sul fronte dei prezzi che sul costo del prodotto.” Marx ha poi guardato al futuro con ottimismo cauto: “Il nostro obiettivo rimane posizionare CNH per la ripresa del mercato, creando valore duraturo nel lungo periodo e supportando i clienti con tecnologie di alto livello.”
La notizia più attesa dagli investitori è la conferma delle previsioni per l’intero 2026. CNH Industrial scommette su una tenuta dei prezzi e su una gestione oculata dei costi per bilanciare la debolezza dei volumi nella prima parte dell’anno, preparandosi ad intercettare la risalita del ciclo agricolo non appena la domanda globale tornerà a stabilizzarsi.


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