Cookie Policy Commercio. Brasile. Tensioni: brasiliani contestano le nuove quote UE sull'acciaio - Tilancio

Commercio. Brasile. Tensioni: brasiliani contestano le nuove quote UE sull’acciaio

Commercio. Brasile. Tensioni: brasiliani contestano le nuove quote UE sull’acciaio

Ti Lancio dal Brasile, Brasilia 7 luglio 2026 E’ dura la critica nei confronti della recente decisione dell’Unione Europea di introdurre un nuovo sistema di quote per l’importazione di acciaio. La misura, secondo le autorità di Brasilia, riduce drasticamente l’accesso del metallo sudamericano al mercato comunitario, assestando un duro colpo a uno dei settori chiave dell’economia brasiliana.

Ciò che ha maggiormente indispettito il governo brasiliano è la modalità con cui il provvedimento è stato varato. La misura è stata infatti adottata unilateralmente da Bruxelles, senza alcuna intesa preventiva o negoziato bilaterale con la controparte sudamericana. “Una scelta che scavalca i canali di dialogo tradizionali e rischia di irrigidire i rapporti commerciali tra i due blocchi.”

La proposta sul tavolo, formulata dall’UE per proteggere il proprio mercato interno, è considerata del tutto insufficiente dal Brasile. Le contestazioni si concentrano su due fronti principali. I volumi complessivi: il tetto massimo di tonnellate consentite penalizzerebbe pesantemente l’export brasiliano, storicamente uno dei principali fornitori di acciaio per le industrie europee. La ripartizione delle quote: Brasilia contesta i criteri utilizzati per suddividere i contingenti tariffari tra le diverse categorie di prodotti (semilavorati, acciai piani, lunghi, ecc.), ritenendoli penalizzanti e non in linea con i flussi commerciali reali degli ultimi anni.

Il Brasile non ha intenzione di accettare passivamente il provvedimento e ha già fatto sapere di pretendere modifiche sostanziali all’impianto della misura. La richiesta formale è quella di rimettersi al tavolo per ricalibrare sia i volumi totali sia la distribuzione interna delle quote, al fine di salvaguardare la competitività della propria industria siderurgica.

Resta ora da vedere se l’Unione Europea si mostrerà aperta al dialogo per evitare che la disputa possa sfociare in ritorsioni commerciali o in un ricorso formale presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

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