(Ti Lancio da Roma) Roma 11 luglio 2022 – Il countdown ufficiale non è ancora iniziato, ma a Kourou, in Guyana francese, i ritmi sono già più serrati e solenni. Sulla rampa di lancio dello spazioporto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è pronto un lanciatore con un carico prezioso da rilasciare in orbita. Nella sala di controllo del centro spaziale si effettuano le simulazioni di lancio.
Il 13 luglio ci sarà il volo inaugurale del lanciatore Vega-C con il suo prestigioso ospite a bordo: il satellite LARES2.
I protagonisti di questa missione sono, appunto, un lanciatore, ovvero quel che comunemente si indica come ‘razzo’, e un satellite scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI); co-protagonisti 6 cubesat.
“Nella giornata di sabato scorso si è svolto il ‘dress reharsal’, terminologia attinta dal gergo teatrale per definire la prova completa (o quasi… senza il decollo!) e finale, pochi giorni prima del lancio – ci dice da Kourou Simone Pirrotta, Program Manager per ASI del satellite LARES2 e Direttore di Missione per il Satellite in campagna di lancio.- Tutto si è svolto in modo che noi definiamo ‘nominale’, quindi senza anomalie, cioè scostamenti da quanto previsto. Un altro passo verso il lancio di mercoledì”.

Vega-C (la C sta per Consolidation) è l’evoluzione del Vega lanciato per la prima volta 10 anni fa; rispetto al precedente vanta la capacità di portare maggiore carico, fino a 2,2 tonnellate, verso l’orbita bassa terrestre, oltre a costi più competitivi e prestazioni versatili per missioni diverse; è formato da 4 stadi con motori diversi, a propellente solido e liquido. Prodotto da Avio, azienda aerospaziale con sede a Colleferro, nel Lazio, già da qualche settimana si trova sulla rampa dello spazioporto di Kourou, dove sono state effettuate le manovre di assemblaggio di tutti i suoi componenti fino al suo completamento.
LARES2 è un satellite di aspetto non tradizionale: è di fatto una sfera che misura 42 centimetri di diametro e possiede una massa di 300 chilogrammi, con incastonati retroriflettori che riflettono segnali laser inviati da Terra. Realizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – sedi di Frascati e Padova – con il contributo di OHB Italia, su progetto dei ricercatori del Centro Fermi e dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, è totalmente finanziato e gestito dall’ASI. Avrà lo scopo di misurare il cosiddetto effetto di Frame-Dragging, una distorsione dello spazio-tempo causata dalla rotazione di un corpo massiccio come la Terra, proprio come previsto dalla Teoria della Relatività Generale di Einstein. La missione LARES2 comprende anche esperimenti di fisica fondamentale e permetterà nuove stime nei campi della geodesia spaziale e della geodinamica.

“Con LARES2 – spiega Pirrotta – la comunità scientifica italiana che fa ricerca in questi settori avrà un nuovo e prezioso strumento in orbita per ottenere dati rilevanti, spingere oltre le accuratezze delle proprie misure e così consolidare la propria posizione di leadership a livello internazionale”.
AstroBio, Greencube e ALPHA sono invece i tre satelliti italiani più piccoli, i cubesat appunto, che saranno portati in orbita insieme con altri tre simili. AstroBio, Greencube rappresentano il progetto di ASI per testare, rispettivamente, la rilevazione di biomolecole e la possibilità di coltivare vegetali nello spazio.
Appuntamento al 13 luglio, con le live sui canali web dell’Agenzia Spaziale Italiana per seguire tutte le fasi del lancio inaugurale.
(MARIFRE)
Foto © ESA

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