Ti Lancio da RIMINI 24 agosto 2026 – C’è un’immagine di Santa Francesca Saverio Cabrini che spesso rischia di rimanere nell’ombra: non solo quella della grande religiosa e patrona degli emigranti, ma quella di una donna straordinaria, libera, tenace e capace di muoversi da protagonista in un mondo guidato dagli uomini. È questa la figura viva ed estremamente attuale tratteggiata da Monsignor Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi, durante il suo intervento presso lo stand dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) al Meeting di Rimini.
Dalla voce del vescovo lodigiano è emerso il ritratto di una donna che ha saputo sfidare convenzioni, confini geografici e pregiudizi culturali, diventando un modello universale di leadership al femminile, radicata nella fede e nella carità pragmatica.
Ripercorrendo la storia di Madre Cabrini, Monsignor Malvestiti ha messo in luce come la sua vita sia stata una continua lezione di coraggio. Di costituzione fisica fragile, rifiutata inizialmente da diverse comunità religiose proprio per la sua salute precaria, Francesca non si è mai lasciata definire dai propri limiti o dai “no” ricevuti.
Quando sognava di andare in Estremo Oriente, Papa Leone XIII le indicò invece una rotta diversa: «Non all’Est, ma all’Ovest», tra i milioni di italiani emigrati nelle Americhe che vivevano in condizioni di estrema povertà ed emarginazione. Da quel momento, la suora nata a Sant’Angelo Lodigiano diventa una viaggiatrice instancabile, capace di attraversare l’Oceano Atlantico decine di volte in un’epoca in cui per una donna spostarsi da sola era una rarità e una sfida.
Nello stand dell’UCID, tra dirigenti e imprenditori, la figura di Madre Cabrini ha risuonato con una forza particolare per la sua straordinaria capacità gestionale e strategica.
Francesca Cabrini è stata una vera e propria “imprenditrice della carità”: nessun complesso di inferiorità: dialogava con banchieri, sindaci, presidenti e vescovi d’America con naturalezza e determinazione, pretendendo rispetto e risorse per la sua gente.
Visione e concretezza: non si limitava ad assistere i poveri, ma costruiva strutture durature: ha fondato decine di scuole, ospedali, orfanotrofi e asili tra Stati Uniti, America Latina ed Europa.
Autonomia e intraprendenza: ha creato una congregazione internazionale gestita interamente da donne, dimostrando capacità organizzative e finanziarie fuori dal comune.
Come sottolineato nel corso dell’incontro, la sua non era una semplice opera di beneficenza, ma un progetto di riscatto sociale e umano, volto a restituire dignità alle persone più fragili.
La storia di Santa Francesca Cabrini, così come riletta a Rimini, parla con forza al nostro presente. In un’epoca in cui la leadership femminile cerca nuovi modelli e in cui le sfide della gestione delle migrazioni richiedono uno sguardo umano e strutturato, la Cabrini si conferma una figura pionieristica.
La sua eredità non sta soltanto nelle opere in muratura lasciate in giro per il mondo, ma nell’esempio di cosa possa realizzare una donna guidata da una grande visione e da un amore incrollabile. Una lezione che, dallo stand dell’UCID al Meeting di Rimini, continua a interrogare e a ispirare chiunque cerchi di costruire un futuro più giusto.


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