Cookie Policy Attualità. MeetingRimini. Il coraggio della responsabilità, perché il vero potere economico è servizio al bene comune - Tilancio

Attualità. MeetingRimini. Il coraggio della responsabilità, perché il vero potere economico è servizio al bene comune

Attualità. MeetingRimini. Il coraggio della responsabilità, perché il vero potere economico è servizio al bene comune

Ti Lancio da Rimini 23 agosto 2026 Nel corso dei lavori e degli incontri che vedono protagonista il mondo delle imprese etiche — e in particolare durante le occasioni di confronto promosse da UCID e UNIAPAC — emergono parole che hanno la forza di scuotere il dibattito contemporaneo. Tra le tante, una riflessione pronunciata recentemente da Sigrid Marz, Presidente di UNIAPAC International, traccia un solco chiaro per il futuro della leadership globale: “Le persone con grandi patrimoni hanno la responsabilità di cambiare le cose in meglio, in proporzione al potere che detengono.”

Un’affermazione semplice, ma rivoluzionaria, che riporta al centro del dibattito economico il concetto di misura, di responsabilità proporzionale e, soprattutto, di intenzionalità dell’agire economico.

Per troppo tempo il pensiero economico dominante ha considerato il capitale come un fine e non come un mezzo. In un’epoca segnata da crescenti disuguaglianze, transizioni ecologiche complesse e sfide sociali senza precedenti, questo paradigma ha mostrato tutti i suoi limiti.

Il percorso triennale di UCID, incentrato sui pilastri dell’Umanesimo Integrale e dell’Economia Civile, offre la risposta di cui oggi il mercato ha disperatamente bisogno. La centralità della persona: l’impresa non è soltanto una macchina da profitto, ma una comunità di persone. Ogni decisione finanziaria o strategica deve rispondere a una domanda fondamentale: sta promuovendo la dignità umana e la fioritura di tutti gli attori coinvolti?

Il capitale come bene a custodia: chi detiene un grande patrimonio, industriale o finanziario, non ne è semplicemente il “proprietario” in senso egoistico, ma un custode temporaneo. Il potere economico comporta un debito morale verso la comunità di riferimento.

La reciprocità e il bene comune: L’economia Civile ci insegna che il mercato non vive solo di scambio di equivalenti (il do-ut-des), ma prospera grazie alla fiducia, alla fraternità e al valore condiviso.

Dal privilegio alla vocazione: il ruolo dei grandi patrimoni

Quando Sigrid Marz evidenzia che il cambiamento deve avvenire “in proporzione al potere detenuto”, lancia una sfida aperta al mondo del wealth management, dell’imprenditoria di grande scala e della finanza d’impatto.

Avere risorse non è una colpa, né una medaglia da esibire: è un’opportunità d’impatto.

Chi ha la fortuna, il merito o la responsabilità di gestire ingenti risorse economiche possiede le leve immediate per accellerare la transizione etica ed ecologica, indirizzando gli investimenti verso filiere sostenibili e trasparenti.

Generare lavoro dignitoso, investendo nella formazione, nel welfare e nella crescita dei propri collaboratori.

Rigenerare i territori, restituendo alla collettività parte della ricchezza prodotta attraverso iniziative civiche, culturali e di sviluppo locale.

L’appello che nasce dall’incontro tra le visioni di UCID e UNIAPAC è chiaro: serve una nuova classe dirigente economica capace di coniugare competenza tecnica e profondità etica. Fare impresa è — come ricordava Papa Francesco — una “nobile vocazione”, ma lo diventa pienamente soltanto quando il successo individuale o aziendale si traduce nel progresso dell’intera società.

Oggi più che mai, la vera grandezza di una leadership non si misura dal valore del patrimonio gestito, ma dall’ampiezza dell’impronta positiva che riesce a lasciare nella vita degli altri.

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