Cookie Policy Diplomazia. Ankara. Summit in Turchia. La Nato alla prova delle tensioni atlantiche - Tilancio

Diplomazia. Ankara. Summit in Turchia. La Nato alla prova delle tensioni atlantiche

Diplomazia. Ankara. Summit in Turchia. La Nato alla prova delle tensioni atlantiche

Ti Lancio dalla Turchia, Ankara 6 luglio 2026 – I leader dei 32 Paesi membri della NATO si riuniscono martedì e mercoledì ad Ankara per un summit cruciale, denso di sfide e contraddizioni interne. Il vertice si apre sotto la forte pressione del presidente statunitense Donald Trump, che chiede con insistenza all’Europa di farsi carico della propria difesa, dopo mesi di crescenti frizioni diplomatiche legate alla guerra in Iran e alla questione della Groenlandia.

Le ripetute critiche di Trump verso l’Alleanza Atlantica, unite all’annuncio del ritiro di truppe dal suolo europeo e all’avvio di una revisione semestrale della presenza militare statunitense nel continente, hanno gettato un’ombra di forte incertezza sul futuro dell’asse transatlantico.

Il cuore del dibattito sarà il cosiddetto “burden-shifting” (lo spostamento del baricentro della spesa) dagli Stati Uniti all’Europa. L’amministrazione Trump pretende che gli alleati europei assumano la responsabilità primaria della sicurezza del proprio continente.

I leader europei cercheranno di dimostrare a Trump che le promesse fatte l’anno scorso al vertice dell’Aia — dove è stato fissato l’obiettivo di spendere il 5% del PIL in difesa entro il 2035 — si stanno traducendo in realtà. Secondo una bozza della dichiarazione finale visionata da Reuters, i leader dichiareranno che nel 2025 gli alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nella difesa di oltre 139 miliardi di dollari.

La NATO riaffermerà con forza il proprio sostegno a Kiev, ma con una novità strutturale sul piano finanziario.

 Il fondo per il 2026: gli alleati si impegneranno a stanziare 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento per l’Ucraina, promettendo di mantenere cifre equivalenti anche per il 2027.

La provenienza dei fondi: i soldi arriveranno da impegni bilaterali esistenti e da un fondo di prestito dell’Unione Europea (da 60 miliardi di euro per il biennio 2026-2027) destinato agli appalti della difesa ucraina.

 Il disimpegno di Washington: gli Stati Uniti, coerentemente con la linea della Casa Bianca, non dovrebbero contribuire a questo pacchetto di finanziamenti.

Ciononostante, il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy siederà al tavolo dei leader durante la cena istituzionale di martedì sera, a cui parteciperanno anche il presidente sudcoreano Lee Jae Myung e i vertici dell’UE, Antonio Costa e Ursula von der Leyen.

Mentre i diplomatici sperano di concentrare il summit sull’innovazione tecnologica e sull’espansione della produzione di armi — con un importante Forum dell’industria della difesa ad Ankara che promette contratti da decine di miliardi di dollari — i funzionari europei temono che i dossier mediorientali possano monopolizzare e surriscaldare l’atmosfera.

L’irritazione di Trump verso i governi europei per la loro gestione della guerra in Iran rischia di oscurare i lavori. Nella bozza di dichiarazione, la NATO ribadirà comunque che “l’Iran non dovrà mai possedere un’arma nucleare” e chiederà il pieno rispetto della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

La Turchia utilizzerà il palcoscenico domestico per mostrare i muscoli della propria fiorente industria della difesa, chiedendo formalmente la rimozione di tutti i blocchi e le restrizioni sul commercio di armi tra i membri dell’Alleanza.

Il presidente Recep Tayyip Erdogan giocherà su più tavoli, con i partner europei cercherà di sbloccare l’acquisto dei sistemi di difesa missilistica SAMP/T con Francia e Italia.

 Nel faccia a faccia con Trump: Proverà a sfruttare il miglioramento delle relazioni bilaterali per chiedere la revoca delle sanzioni statunitensi e il reinserimento della Turchia nel programma dei caccia F-35.

Un tavolo diplomatico globale

Oltre ai 32 leader della NATO, Ankara diventerà un hub diplomatico globale a geometrie variabili. I ministri degli Esteri dell’Alleanza vedranno i colleghi di Bahrain, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, oltre alla responsabile della politica estera UE Kaja Kallas. Contemporaneamente, i ministri della Difesa terranno consultazioni strategiche con i partner dell’Indo-Pacifico: Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud.

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