(Ti Lancio dalla Cina) Pechino 4 giugno 2026 – La Cina sta accelerando in modo decisivo la transizione verso la sua valuta digitale di banca centrale, l’e-CNY (o yuan digitale). Con una nuova serie di direttive, il governo di Pechino e la Banca Popolare Cinese (PBOC) stanno incentivando e spingendo gli istituti di credito commerciali a espandere massicciamente l’uso dello yuan digitale, integrandolo direttamente nei flussi della spesa pubblica, nei contratti commerciali e nei mercati all’ingrosso.
La mossa segna un cambio di paradigma fondamentale: lo yuan digitale non è più solo uno strumento per i piccoli pagamenti dei consumatori (come le lotterie a premi o i sussidi di trasporto dei mesi scorsi), ma diventa un pilastro della finanza pubblica e del commercio istituzionale.
Finora, l’adozione dell’e-CNY è stata guidata principalmente da progetti pilota urbani e incentivi al dettaglio (il cosiddetto retail). Ora, Pechino ha deciso di utilizzare la leva della spesa pubblica per forzare l’adozione di massa: un numero crescente di amministrazioni locali e agenzie governative sta iniziando a pagare i salari dei dipendenti pubblici, i rimborsi spese e i sussidi assistenziali direttamente in portafogli (wallet) e-CNY. Le banche commerciali sono spinte a sviluppare infrastrutture che permettano alle aziende di utilizzare lo yuan digitale per il regolamento dei contratti commerciali all’ingrosso, il pagamento delle tasse e le transazioni societarie di grandi dimensioni.
Questo approccio garantisce al governo un enorme vantaggio in termini di tracciabilità: ogni transazione effettuata in e-CNY è registrata, consentendo a Pechino di monitorare in tempo reale l’efficacia dello stimolo fiscale e di contrastare l’evasione o la corruzione con una precisione chirurgica.
Il successo di questa nuova fase dipende interamente dal coinvolgimento del sistema bancario. Le grandi banche statali e commerciali cinesi non devono più limitarsi a “ospitare” la tecnologia, ma sono chiamate a integrarla nei propri servizi core.
Gli istituti stanno aggiornando i propri sistemi di pagamento all’ingrosso e offrendo linee di credito o tassi d’interesse agevolati per le aziende che scelgono di regolare i propri scambi commerciali in yuan digitali. Questo serve anche a ridurre la dipendenza del Paese dalle piattaforme di pagamento private dominanti, come WeChat Pay (Tencent) e Alipay (Ant Group), riportando il controllo dei flussi finanziari sotto l’alveo pubblico.
Sebbene l’attuale spinta si concentri sul mercato interno e sulla spesa fiscale, l’obiettivo a lungo termine della Cina è indissolubilmente legato all’internazionalizzazione dello yuan.
La creazione di un’infrastruttura solida, sicura e testata su miliardi di transazioni interne è il prerequisito necessario per esportare l’e-CNY nei canali del commercio transfrontaliero. Pechino sta già testando progetti come il mBridge (un corridoio digitale che unisce diverse banche centrali, tra cui quella degli Emirati Arabi Uniti e della Thailandia) per regolare gli scambi commerciali bilaterali bypassando il circuito Swift e la dipendenza dal dollaro statunitense.
La Cina è stata la prima grande economia globale a testare una valuta digitale di banca centrale e ora è la prima a trasformarla in uno strumento di politica fiscale attiva. Forzando l’adozione dello yuan digitale nella spesa pubblica e nel grande commercio, Pechino non sta solo modernizzando il proprio sistema di pagamento, ma sta costruendo le fondamenta di un’economia interamente digitalizzata e centralizzata, pronta a sfidare gli equilibri finanziari globali.


Leave a Reply