(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington DC 8 gennaio 2026 – Gli Stati Uniti si preparano a una gestione diretta e a tempo indeterminato del Venezuela e delle sue immense riserve petrolifere. In un’intervista esclusiva di due ore rilasciata al New York Times, il presidente Donald Trump ha delineato una strategia di “supervisione diretta” che sposta gli equilibri energetici globali, confermando l’intenzione di ottenere greggio per abbattere i prezzi internazionali e finanziare la ricostruzione del Paese sudamericano.
Le parole del presidente arrivano a poche ore dalla presentazione del pianoforte in tre fasi del segretario di Stato, Marco Rubio. Gli USA intendono assumere il controllo di fatto delle vendite di petrolio venezuelano. Alla domanda sulla durata di questo protettorato politico ed economico, Trump è stato netto: “Molto più di un anno”. Sullo sfondo resta la pressione militare, con un’armata americana già schierata al largo delle coste venezuelane come deterrente contro ogni resistenza dei lealisti.
Nonostante le proteste dei Democratici al Congresso, che denunciano un intervento privo di chiara autorità legale, l’amministrazione procede spedita. Trump ha confermato il riconoscimento di Delcy Rodríguez (ex vicepresidente di Maduro) come guida del governo provvisorio, preferendola alla leader dell’opposizione e Premio Nobel per la Pace, María Corina Machado. “Siamo in costante comunicazione con lei” , ha ribadito Trump, delegando a Rubio il coordinamento quotidiano con la nuova amministrazione di Caracas.
L’intervista ha offerto un raro scorcio di diplomazia “live” quando Trump ha interrotto il colloquio per rispondere a una chiamata del presidente colombiano Gustavo Petro. Un dialogo avvenuto alla presenza dei giornalisti, di JD Vance e di Marco Rubio, segno di una strategia aggressiva che punta a normalizzare l’area – definita centro del traffico di cocaina – attraverso una combinazione di minacce commerciali e cooperazione forzata.
L’approccio di Trump trasforma il Venezuela da “Stato canaglia” un “asset strategico”. L’uso del petrolio venezuelano come leva per calmare i prezzi mondiali è una mossa che parla direttamente ai mercati e all’elettorato americano, ma apre interrogativi profondi sulla sovranità nazionale e sulla stabilità a lungo termine di una nazione che vanta una tradizione democratica risalente agli anni ’50.


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