(Ti Lancio dal Portogallo) Lisbona 20 marzo 2026 – Mentre lo scenario geopolitico globale si fa sempre più incandescente, il Portogallo sceglie la strada della prevenzione. Il governo portoghese ha approvato un disegno di legge strategico che consentirà di imporre temporaneamente un tetto ai prezzi dell’elettricità per famiglie e imprese, attivabile esclusivamente in caso di conclamata crisi energetica.
L’esecutivo ha rassicurato il mercato precisando che, allo stato attuale, i prezzi del mercato iberico (MIBEL) restano ampiamente al di sotto della soglia critica, ma la misura si è resa necessaria per proteggere il sistema economico dalle onde d’urto del conflitto in Medio Oriente.
Il meccanismo di protezione non è automatico, ma legato a parametri estremamente precisi. L’intervento scatterebbe qualora i prezzi al dettaglio dell’elettricità aumentassero oltre il 70% rispetto alla media, superassero di 2,5 volte la media degli ultimi cinque annim ed oltrepassassero la soglia psicologica dei 180 euro per MWh.
Al momento, la situazione appare sotto controllo: il prezzo MIBEL si è attestato intorno ai 37,6 euro per MWh, una cifra ben lontana dal far scattare l’allarme.
Il ministro Antonio Leitao Amaro ha spiegato che, una volta dichiarata la crisi, il governo avrebbe il potere di intervenire con limiti ai prezzi al dettaglio o fissando tariffe inferiori ai costi di produzione. Beneficiari: famiglie e imprese (con l’esclusione delle grandi multinazionali). Copertura: I costi iniziali verrebbero sostenuti dallo Stato per poi essere recuperati in una fase successiva di stabilità. Obblighi di risparmio: Il piano non prevede solo aiuti, ma anche rigore. In caso di crisi, i consumi domestici dovrebbero scendere all’80% rispetto all’anno precedente, mentre per le imprese il taglio richiesto sarebbe del 30% (riduzione al 70%).
Nonostante il Brent abbia superato i 110 dollari al barile a causa degli attacchi iraniani alle infrastrutture in Qatar, Arabia Saudita e Kuwait, e il gas europeo tocchi i massimi da tre anni, il Portogallo vanta una posizione di relativo vantaggio.
La vera forza del Paese risiede nella sua transizione ecologica: nei primi due mesi dell’anno, la produzione rinnovabile ha toccato il 79%. Questa massiccia componente di energia pulita (idroelettrico, eolico e solare) permette a Lisbona di essere meno dipendente dalle fluttuazioni del gas rispetto al resto d’Europa, agendo da naturale stabilizzatore del sistema elettrico nazionale.
L’approvazione del provvedimento arriva in un momento di estrema tensione sui mercati energetici mondiali, influenzati direttamente dalle operazioni militari che vedono contrapposti Stati Uniti e Israele all’Iran. Sebbene il Portogallo goda di una buona autonomia, il disegno di legge funge da “estintore” pronto all’uso qualora l’escalation dovesse colpire ulteriormente le catene di approvvigionamento globali.


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