Cookie Policy ENERGIA. LAZIO-LOMBARDIA. L’ITALIA ACCELERA L’INDIPENDENZA: LE RINNOVABILI SALGONO AL 47% - Tilancio

ENERGIA. LAZIO-LOMBARDIA. L’ITALIA ACCELERA L’INDIPENDENZA: LE RINNOVABILI SALGONO AL 47%

ENERGIA. LAZIO-LOMBARDIA. L’ITALIA ACCELERA L’INDIPENDENZA: LE RINNOVABILI SALGONO AL 47%

Mentre l’Unione Europea importa ancora il 56,9% del proprio fabbisogno, il sistema Italia segna un calo netto della dipendenza estera. L’analisi SRM-Intesa Sanpaolo fotografa un Paese in piena metamorfosi green.

(Ti Lancio da Roma e dalla Lombardia) Roma-Milano 3 febbraio 2026 – La transizione energetica italiana non è più solo una proiezione statistica, ma un solido asset di sicurezza nazionale. Secondo l’ultimo rapporto congiunto di SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), l’Italia sta riscrivendo le proprie geografie dell’approvvigionamento, staccandosi progressivamente dai mercati esteri in controtendenza con la media europea.

Il dato di partenza è impietoso per il continente: l’Ue importa mediamente il 56,9% dell’energia che consuma, restando vulnerabile alle oscillazioni geopolitiche. In questo scenario, l’Italia emerge come uno dei laboratori più dinamici: la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili nel mix nazionale è balzata dal 15% al 47%.

Il crollo della dipendenza energetica italiana non è frutto del caso, ma della convergenza di tre fattori critici analizzati da SRM. L’installazione massiva di nuovi impianti (anche grazie a centri di competenza come il Seastar di Torino) ha garantito una base di produzione domestica costante. Le imprese italiane, storicamente abituate a costi energetici elevati, hanno investito in tecnologie di recupero e auto-produzione, riducendo la domanda complessiva. Il ruolo di hub del Mediterraneo permette all’Italia di gestire meglio i flussi, trasformando la necessità in un vantaggio competitivo. Il dato del 47% di rinnovabili non è solo un traguardo ambientale, ma un messaggio diretto ai mercati internazionali: l’Italia è un Paese che sta mettendo in sicurezza il proprio futuro industriale.

“Passare dal 15% al 47% significa aver quasi triplicato la nostra capacità di generare valore dal vento, dal sole e dall’acqua,” commentano gli analisti di Ti Lancio. “Questo riduce l’esposizione delle nostre PMI alle crisi dei prezzi e rende il Made in Italy — da Castellani a CMS — intrinsecamente più sostenibile e competitivo.”

La sfida ora è stabilizzare questa crescita. Se l’Europa arranca nel ridurre l’import, l’Italia punta a diventare un esportatore netto di tecnologie per la transizione, esportando quel know-how che oggi viene testato nei nostri distretti produttivi.

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