RAPPORTO E&S: INSTALLATI 7,2 GW. CHIARONI: “TARGET 2030 UN RISCHIO, SERVIRE LA RESILIENZA”
(Ti Lancio dalla Lombardia) Milano 23 aprile 2026 – Dopo un triennio di crescita sostenuta, la corsa delle energie rinnovabili in Italia subisce una battuta d’arresto. Nel 2025 la nuova potenza installata si è attestata a 7,2 GW , segnando un calo del 6% rispetto ai 7,6 GW dell’anno precedente. Il dato emerge dal Renewable Energy Report 2026 dell’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, presentato oggi.
Il rallentamento porta la capacità totale installata nel Paese a 81,7 GW, una cifra che mette “una seria ipoteca” sul raggiungimento dei target del Pniec per il 2030, che fissano l’obiettivo a 131 GW (+49 GW rispetto a oggi) e una produzione annua di 228 TWh.
A trainare il settore è ancora il fotovoltaico con 5,6 GW, spinto soprattutto dai grandi impianti che pesano ormai per il 50% della potenza totale. Al contrario, l’eolico resta al palo con soli 562 MW installati (per il 95% concentrati tra Puglia, Basilicata e Campania), nonostante il suo ruolo cruciale nel garantire una produzione distribuita anche nelle ore notturne e nei mesi invernali.
“Il 2026 è iniziato con una nuova crisi energetica legata ai conflitti internazionali”, ha commentato Davide Chiaroni, vicedirettore di E&S. “Se nel 2022 l’urgenza era sostituire il gas russo, oggi dobbiamo far fronte alla fragilità delle forniture di GNL dal Qatar. Eppure, proprio ora le rinnovabili segnano il passo”. Secondo Chiaroni, è necessario un mix integrato che includa anche il nucleare (nel medio-lungo periodo) per costruire un sistema davvero resiliente. Secondo il Report, diversi fattori hanno frenato il comparto nel 2025. Per i piccoli impianti, la riduzione delle detrazioni fiscali e multe dello “scambio sul posto”. Grandi impianti: calo della capacità supportata dal decreto FER 1 e l’attesa per gli esiti dell’asta FER X Transitorio, arrivati solo a fine 2025. Quadro regolatorio: un anno caratterizzato da continue incertezze e modifiche normative.
L’Italia non è isolata: il “post Green Deal” ha causato contrazioni anche in Germania e Spagna. Tuttavia, la sfida resta ardua: per centrare gli obiettivi 2030, l’Italia deve accelerare il ritmo delle installazioni del 46% , mentre per la Germania — a causa di obiettivi più ambiziosi — la necessità di accelerazione vendita al 63%.


Leave a Reply