Cookie Policy EVENTI. FVG. FEDERICO FAGGIN A TRIESTE NEXT: IL PIONIERE DEL MICROCHIP E LA RIVOLUZIONE DELLA COSCIENZA - Tilancio

EVENTI. FVG. FEDERICO FAGGIN A TRIESTE NEXT: IL PIONIERE DEL MICROCHIP E LA RIVOLUZIONE DELLA COSCIENZA

EVENTI. FVG. FEDERICO FAGGIN A TRIESTE NEXT: IL PIONIERE DEL MICROCHIP E LA RIVOLUZIONE DELLA COSCIENZA

(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Trieste 26 settembre 2025 – L’edizione in corso di Trieste Next (fino al 28 settembre – https://www.triestenext.it/programma/), il Festival della Ricerca Scientifica, ha avuto come ospite d’onore un vero gigante della tecnologia mondiale: Federico Faggin, l’inventore del microprocessore, la mente dietro la tecnologia che ha plasmato il nostro mondo digitale. Ma sul palco triestino, Faggin non ha parlato solo di silicio e bit; ha condotto il pubblico in un viaggio filosofico che culmina con il concetto più sfuggente e fondamentale per l’essere umano: la felicità.

Dopo una carriera che ha ridefinito l’informatica – dalla progettazione del primo microprocessore Intel 4004 al touchpad – Faggin ha dedicato gli ultimi anni della sua vita scientifica allo studio della coscienza. La sua tesi è radicale: la coscienza non può essere spiegata con la sola fisica classica o con la computazione. È una proprietà fondamentale dell’universo, non un mero sottoprodotto del cervello.

A Trieste, Faggin ha ribadito l’urgenza di integrare questa dimensione spirituale e soggettiva nella nostra visione del mondo, specialmente in un’epoca dominata dall’Intelligenza Artificiale (AI). L’AI, per quanto sofisticata, è una macchina; le manca l’esperienza, la consapevolezza di sé e, soprattutto, la capacità di sentire.

Faggin ha condiviso le sue riflessioni sulla felicità, in parte già espresse per il libro, Business Class (Froogs editore, 2025) di Francesca Schenetti direttore di Ti Lancio.

Per Faggin, la vera felicità non è un obiettivo da raggiungere all’esterno – attraverso il successo professionale, il denaro o il potere – ma uno stato dell’essere che deriva dall’interno.

“La vera felicità non è una questione di ‘avere’ o di ‘fare’, ma di ‘essere’. Nasce quando l’individuo riesce a ‘sentire’ e a vivere l’esperienza, anziché limitarsi a elaborarla in modo meccanico,” ha spiegato Faggin, tracciando un netto confine tra l’esistenza umana e la mera funzione di calcolo delle macchine.

Il pioniere ha lanciato un monito: la nostra società, ossessionata dalla misurazione e dall’efficienza, rischia di omologare l’uomo alla macchina, perdendo di vista proprio ciò che ci rende umani. Secondo Faggin, la continua ricerca di ottimizzazione e successo materiale, spesso celebrata come la business class dell’esistenza, è un percorso sterile se manca la consapevolezza interiore e la capacità di amare.

Le sue parole, in sintonia con le riflessioni del tuo volume, suggeriscono che il successo, inteso nel senso più profondo e duraturo, non può prescindere da un viaggio interiore. Per Faggin, la felicità è la prova che stiamo vivendo in armoniacon la nostra vera natura, una dimensione che nessuna tecnologia potrà mai replicare.

L’intervento di Faggin a Trieste Next ha lasciato un messaggio chiaro: il prossimo grande passo dell’umanità non sarà un altro chip o un software più veloce, ma un salto di coscienza. Solo riscoprendo la nostra capacità di sentire e di essere felici, potremo guidare la tecnologia e non esserne sopraffatti. Un invito potente a rallentare, sentire e, come ha dimostrato la sua straordinaria vita, a innovare guardando prima di tutto dentro di sé.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)

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