Cookie Policy SOSTENIBILITA'. LOMBARDIA-ER. PROGETTO MANIGOLDE ALLA BOCCONI, ELENA SALDA (RSI): 'SERVE PARLARNE, QUESTA E' LA VERA ESSENZA DELL'ECONOMIA CIRCOLARE' - Tilancio

SOSTENIBILITA’. LOMBARDIA-ER. PROGETTO MANIGOLDE ALLA BOCCONI, ELENA SALDA (RSI): ‘SERVE PARLARNE, QUESTA E’ LA VERA ESSENZA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE’

SOSTENIBILITA’. LOMBARDIA-ER. PROGETTO MANIGOLDE ALLA BOCCONI, ELENA SALDA (RSI): ‘SERVE PARLARNE, QUESTA E’ LA VERA ESSENZA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE’

(Ti Lancio dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna) Milano-Modena 14 ottobre 2024 – Il progetto di economia circolare ‘Manigolde’, arriva in Bocconi a Milano e fa scuola. La rete di imprese sostenibili di Modena, che raduna 50 aziende fra Modena e Bologna, ha portato alla Bocconi il progetto che vede coinvolte donne, che stanno uscendo da situazioni personali difficili, impegnate in una sartoria sociale a Finale Emilia (Modena).

Elena Salda, ceo di Cms, portovoce della Associazione per la responsabilità sociale di impresa, Rsi e Manigolde ha portato alla Bocconi l’esempio di successo di economia circolare a tutto tondo, in occasione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, un significativo evento italiano sulla sostenibilità. 

Salda: “Serve parlarne, di modo che il buon esempio porti altri accadimenti virtuosi, questa è la vera essenza dell’economia circolare’.

Coinvolgimento, professionalità, progettazione, creatività e divertimento: sono le parole chiave del progetto di sostenibilità ambientale, economica, sociale e di partecipazione diffusa che è stato realizzato dall’Associazione per la responsabilità sociale d’impresa – 50 aziende tra Modena e Bologna – guidata dall’imprenditrice Elena Salda, che l’ha raccontato nei dettagli al Salone della Csr e dell’innovazione sociale, svoltosi negli ambienti dell’Università Bocconi a Milano. 

Protagonista del panel «Profit e non profit. Quando la collaborazione è win-win», condotto da Elena Zanella, la ceo di Cms Spa ha portato sul palco l’esperienza e i risultati di «Io merito una seconda chance». 

In estrema sintesi, ha raccontato Salda, «il progetto si è svolto nel 2024 in collaborazione con la sartoria sociale Manigolde di Finale Emilia (Modena) e ha previsto che le cinquanta aziende che aderiscono all’associazione Rsi coinvolgessero i propri dipendenti per donare un proprio indumento usato cui erano particolarmente legati. Questi capi sono stati “rigenerati” dalla sartoria sociale dove lavorano insieme sarte professioniste e donne che stanno uscendo da situazioni di particolare criticità». Da questo lavoro sono nati 50 outfit interessantissimi che, alla Fondazione Collegio San Carlo a Modena, «hanno sfilato, e tra i modelli c’erano anche dipendenti delle aziende aderenti al progetto, riscuotendo un gran successo, tanto da essere tutti venduti». 

Con il ricavato, l’Associazione Rsi ha acquistato alcune macchine da cucire, contribuendo ad allestire un piccolo laboratorio di sartoria all’interno del carcere di Sant’Anna a Modena. «Con questa attrezzatura e in questo laboratorio, alcune detenute hanno realizzato una “collezione” che ha sfilato il 2 ottobre all’interno del carcere, con la partecipazione di un bel numero di persone esterne alla casa circondariale». 

All’origine del progetto, ha sottolineato Salda, c’è stata la volontà di tutte le aziende di «promuovere il concetto del riuso, e sostenere e favorire il reinserimento lavorativo di donne che vivono situazioni di fragilità». Il progetto «Io merito una seconda chance», ha ottenuto risultati significativi, perché «ha recuperato una grande quantità di abiti e tessuti destinati alla discarica – ha elencato l’imprenditrice Salda -, promuovendo così la sostenibilità ambientale e sociale attraverso il riciclo creativo. Il ricavato della sfilata è stato destinato all’inclusione sociale e al reinserimento lavorativo attraverso la sartoria sociale». In sintesi, quindi, «queste iniziative hanno rafforzato la consapevolezza locale sull’economia circolare e la responsabilità sociale», ha concluso Salda.

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