(Ti Lancio dalla Svizzera e dalla Lombardia) Berna – Milano 2 marzo 2026 – Mentre il sistema monetario internazionale basato sul dollaro mostra i primi segni di stanchezza sotto il peso di tensioni geopolitiche e debito pubblico statunitense, la Banca Nazionale Svizzera (BNS) chiude un 2025 straordinario, rilanciando il ruolo del Franco Svizzero non solo come bene rifugio, ma come potenziale nuovo baricentro del sistema valutario globale.
La BNS ha archiviato l’esercizio 2025 con un utile netto di 26,1 miliardi di franchi. Sebbene inferiore agli 80,7 miliardi del 2024, il dato nasconde una dinamica fondamentale: la Svizzera sta vincendo la scommessa sulle riserve reali.
Nonostante una perdita di 8,8 miliardi sulle posizioni in valuta estera (causata da svalutazioni dei cambi pari a 53,1 miliardi), il bilancio è stato salvato da una plusvalenza mostruosa di 36,3 miliardi di franchi sulle riserve auree. Alla fine del 2025, il prezzo dell’oro si è attestato a 110.919 CHF/kg, con un incremento del 45,9% in un solo anno. Berna ha mantenuto invariate le sue 1.040 tonnellate d’oro, che oggi rappresentano la garanzia ultima della solidità del franco.
Molti analisti iniziano a chiedersi se il Franco Svizzero possa effettivamente insidiare il primato del dollaro. Diversi fattori giocano a favore di questa tesi:In un mondo diviso tra blocchi (USA-Israele vs Iran-Russia), la neutralità svizzera, pur con le sue evoluzioni moderne, offre una protezione che il dollaro non può più garantire. A differenza del dollaro, che non ha più alcun legame con l’oro dal 1971, la BNS dimostra che la sua valuta è sostenuta da riserve fisiche il cui valore sta esplodendo (+45,9% nel 2025). Con accantonamenti per le riserve monetarie che saliranno a 140,1 miliardi di franchi, la BNS ha una capacità di assorbire shock che poche altre banche centrali possiedono.
La solidità finanziaria si traduce in benefici concreti per la Svizzera: la BNS distribuirà il dividendo massimo previsto dalla legge (15 franchi per azione) e verserà 4 miliardi di franchi alla Confederazione e ai Cantoni (un terzo allo Stato, due terzi ai territori). Questa capacità di generare ricchezza anche in periodi di turbolenza valutaria rafforza la fiducia degli investitori internazionali nel Franco.
Se l’instabilità nel Golfo Persico dovesse persistere, portando il petrolio a quotazioni record e spingendo ulteriormente l’oro, il Franco Svizzero potrebbe smettere di essere una “valuta ancillare” per diventare il punto di riferimento primario per i portafogli sovrani e i grandi patrimoni. La strategia di Berna — accantonare riserve monetarie pari al 10% annuo — crea uno scudo che attira capitali in fuga dalla volatilità del biglietto verde.


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