(Ti Lancio dagli Stati Uniti) New York 26 marzo 2026 – Nell’ultima lettera agli azionisti e nelle recenti dichiarazioni alla BBC, Larry Fink, CEO di BlackRock, lancia un messaggio che scuote le fondamenta del sistema finanziario: il capitalismo sta funzionando, ma non per tutti. In un 2026 segnato da conflitti estremi e dall’ascesa dell’IA, Fink avverte che ci troviamo di fronte a un bivio senza sfumature: “Non ci sarà un esito nel mezzo. Saranno due estremi”.
Secondo Fink, il destino dell’economia globale dipende dal ruolo dell’Iran. Se il Paese verrà riaccolto nella comunità globale, riportando il suo greggio sul mercato, potremmo assistere a un’era di abbondanza e crescita con il petrolio a 40 dollari.
Al contrario, se l’Iran continuerà a minacciare lo Stretto di Hormuz — dove transita il 20% delle forniture mondiali di energia — i prezzi potrebbero schizzare verso i 150 dollari al barile. Questo scenario trascinerebbe il mondo in una “recessione ripida e profonda”, alimentata da quella che Fink definisce una “tassa regressiva”: l’aumento dei prezzi energetici che colpisce i più poveri molto più dei ricchi.
Mentre i mercati oscillano paurosamente a ogni colpo sparato nello Stretto di Hormuz, emerge una crisi d’identità più profonda.
Per contrastare la minaccia di recessione, Fink invoca il “miracolo civico”: i cittadini che investono a lungo termine nelle infrastrutture del proprio Paese. Ma la sicurezza nazionale passa anche per l’energia. Fink esorta a usare le risorse fossili attuali, ma di abbracciare “aggressivamente” le alternative, in particolare il solare.
Per il CEO di BlackRock, la leadership del futuro appartiene ai “nuovi unicorni”: quelle aziende che renderanno la transizione energetica accessibile a tutti.
Per colmare il divario di ricchezza — dove dal 1989 il mercato è cresciuto 15 volte più dei salari — BlackRock punta sulla tokenizzazione.


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