Cookie Policy TECNOLOGIA. FRANCIA. CONDANNATI A ESSERE DIGITALI: PERCHÉ SARTRE È IL FILOSOFO DEL XXI SECOLO - Tilancio

TECNOLOGIA. FRANCIA. CONDANNATI A ESSERE DIGITALI: PERCHÉ SARTRE È IL FILOSOFO DEL XXI SECOLO

TECNOLOGIA. FRANCIA. CONDANNATI A ESSERE DIGITALI: PERCHÉ SARTRE È IL FILOSOFO DEL XXI SECOLO

(Ti Lancio dalla Francia) Parigi 20 aprile 2026 – A metà del XX secolo, Jean-Paul Sartre sedeva nei caffè parigini sostenendo che l’essere umano è “condannato a essere libero”. Oggi, mentre navighiamo in un mondo di scelte infinite — dai percorsi di carriera alle implicazioni etiche dei nostri consumi — le sue parole sembrano meno una teoria polverosa e più un avvertimento ad alta tensione.

In un’epoca in cui spesso incolpiamo “l’algoritmo” o “il sistema” per lo stato della nostra vita, i principi cardine di Sartre offrono un percorso radicale per riappropriarsi della propria capacità di agire.

Sartre sosteneva fermamente che l’esistenza precede l’essenza. Non nasciamo con un “pacchetto anima” pre-installato o un destino biologico. Siamo una tela bianca. Nell’economia dei creator e nel mondo dei social media, “curiamo” costantemente la nostra immagine. Sartre direbbe che non sei uno “scrittore” o un “imprenditore” grazie a una laurea; lo sei solo perché scegli di scrivere o costruire ogni singolo giorno. Siamo la somma delle nostre azioni, non delle nostre intenzioni.

Per Sartre, la libertà non è un dono, è una condanna. “Siamo soli, senza scuse.” Persino decidere di non agire è una scelta. Spesso ci sentiamo paralizzati dal volume enorme di opzioni. Che si tratti di scegliere una dieta sostenibile per il clima o di decidere di quale fonte di notizie fidarsi, il “terreno neutrale” è scomparso. Rimanere in silenzio su una questione sociale è, di per sé, una scelta rumorosa.

Se siamo veramente liberi, siamo totalmente responsabili del mondo che abitiamo. Questa consapevolezza porta a ciò che Sartre chiamava Angoscia (L’angoisse). Non si tratta di ansia clinica; è la vertigine nel realizzare che le nostre scelte individuali contribuiscono all’ “Essenza” collettiva dell’umanità. Se scelgo una vita di consumo sconsiderato, sto effettivamente dicendo: “Ecco come un essere umano dovrebbe vivere”. È una responsabilità pesante, ma è anche qui che risiede il nostro potere.

Forse il concetto sartriano più attuale è la Mala Fede. È l’atto di mentire a se stessi, sostenendo di “non aver avuto scelta” a causa del lavoro, dell’educazione o delle pressioni sociali. Dire “devo restare in questo lavoro tossico” o “non posso aiutare l’ambiente perché sono solo una persona” è, per Sartre, un autoinganno. Sostenere di essere oggetti mossi da forze esterne significa negare la nostra stessa umanità. “L’uomo non è altro che ciò che fa.” — Jean-Paul Sartre. La filosofia di Sartre non riguarda la disperazione, ma il potenziamento radicale. In un mondo che cerca di trasformarci in punti dati prevedibili per gli inserzionisti, il pensiero sartriano ci ricorda che non siamo “utenti” o “consumatori” per natura. Siamo agenti liberi.

Ogni scelta — ogni click, ogni acquisto, ogni conversazione — è il colpo di pennello dell’architetto sull’edificio della nostra vita. Siamo gli autori della nostra stessa essenza. La domanda è: cosa hai scelto di scrivere oggi?

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