Cookie Policy Geopolitica. Africa. La RD del Congo vieta l'esportazione di concentrati di rame e cobalto - Tilancio

Geopolitica. Africa. La RD del Congo vieta l’esportazione di concentrati di rame e cobalto

Geopolitica. Africa. La RD del Congo vieta l’esportazione di concentrati di rame e cobalto

Ti Lancio dal Congo 6 agosto 2026 – La Repubblica Democratica del Congo (RDC) spinge sull’acceleratore dell’elaborazione interna delle risorse naturali e stabilisce un divieto immediato all’esportazione di concentrati di rame e cobalto. È quanto emerge da un ordine ministeriale congiunto — visionato e rivelato in esclusiva dalla Reuters — firmato dal ministro delle Miniere Louis Kabamba Watum, dal ministro del Commercio Estero Julien Paluku Kahongya e dal ministro dell’Economia Daniel Mukoko Samba.

La decisione rappresenta un’importante escalation nella strategia di Kinshasa per trattenere nel Paese una quota maggiore del valore generato dai suoi ricchissimi giacimenti.

Il decreto, datato 29 giugno ma reso noto solo ora, stabilisce a chiare lettere che «l’esportazione di concentrati di rame e cobalto è proibita». L’obiettivo dichiarato dalle autorità congolesi è stimolare gli operatori minerari a raffinare e trasformare i minerali grezzi all’interno dei confini nazionali, consentendo al Paese di esportare prodotti a più alto valore aggiunto e creare occupazione qualificata in loco.

La RDC è il primo produttore mondiale di cobalto — componente chiave per le batterie dei veicoli elettrici e dell’elettronica di consumo — e il secondo maggior fornitore di rame a livello globale.

Sebbene divieti simili fossero già stati introdotti nel 2013, 2019 e 2023, la prassi delle deroghe temporanee aveva consentito l’ampia prosecuzione delle spedizioni di concentrati grezzi a causa della carenza di capacità produttiva e di infrastrutture elettriche locali. La nuova ordinanza abroga la normativa del 2023 per sostituirla con un quadro più rigido.

Viene introdotta una nuova tassazione sui sottoprodotti minerari di rilevanza economica, per la quale è previsto un periodo di transizione di tre mesi.

 Deroghe strategiche: Il Ministro delle Miniere si riserva il potere di concedere deroghe annuali all’esportazione, ma solo in presenza di circostanze eccezionali e “strategiche”.

La reazione dei mercati delle materie prime non si è fatta attendere. Alla diffusione della notizia, la quotazione del rame a tre mesi sul London Metal Exchange (LME) ha registrato un balzo fino all’1,8%, sfiorando i 14.370 dollari al tonnellata, sui livelli massimi da inizio anno.

Il provvedimento tocca direttamente i grandi colossi internazionali della produzione e del commercio di materie prime operativi nella Cintura del Rame del Katanga — tra cui Glencore, le cinesi CMOC, Zijin Mining e Huayou Cobalt, oltre alla canadese Ivanhoe Mines e a Eurasian Resources Group. La maggior parte dell’impatto potrebbe ricadere sulle fonderie e le raffinerie estere (in particolare cinesi) che dipendevano dall’importazione di materiale grezzo dal Congo.

Tuttavia, va notato che negli ultimi anni diverse società avevano già adeguato le proprie strutture: gran parte del rame congolese viene già esportato sotto forma di catodi raffinati anziché di concentrato grezzo, il che potrebbe mitigare l’impatto complessivo sulla produzione delle principali multinazionali.

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