(Ti Lancio dal Belgio) Bruxelles 11 febbraio 2026 – Il recente report della Commissione Europea delinea un quadro a luci e ombre per la “classe balcanica”. Se il Montenegro vola e l’Albania convince, altri restano indietro. Cruciale il ruolo dell’Italia come pivot per contrastare l’influenza di Cina e Russia.
La riunificazione balcanica non è più solo un’aspirazione burocratica, ma una scommessa geopolitica che richiede uno sforzo corale e il piglio deciso dei grandi statisti. Nella recente relazione annuale della Commissione Europea, Bruxelles ha “dato i voti” ai potenziali nuovi membri, fotografando un’area segnata da macro-differenze strutturali. Legalità, democrazia e lotta alla corruzione restano i nodi gordiani da sciogliere, ma lo scacchiere internazionale non ammette attese: l’UE deve accelerare per arginare l’invasività di super player come Cina e Russia. Il risultato più eclatante arriva dal Montenegro. Il più piccolo stato della regione è quello che ha registrato i progressi più significativi, con un balzo in avanti in ben 12 capitoli negoziali. Un esito non scontato, considerando che il Paese è reduce dalla pericolosa “diplomazia della trappola del debito” orchestrata da Pechino.
Per l’autostrada Bar-Boljare, il governo montenegrino si era esposto con un prestito da 944 milioni di dollari con la banca cinese Exim; un debito insostenibile che ha rischiato di ipotecare la sovranità nazionale. Solo l’intervento di istituti occidentali (come Société Générale, Deutsche Bank, Merrill Lynch e Goldman Sachs) ha permesso di ristrutturare il debito, riportando Podgorica sulla rotta europea.
Se il Montenegro brilla, il resto della classe mostra andamenti alterni: l’Albania manda segnali incoraggianti in 6 capitoli, con eccellenze nel mercato interno, scienza e cultura. Kosovo: un“sei meno” dettato da progressi in soli 3 capitoli. Serbia, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina (Insufficienti): marciano a rilento, con avanzamenti registrati in un solo capitolo negoziale.
Ursula von der Leyen è stata chiara: l’adesione è un processo basato sul merito. “L’adesione all’UE è un’offerta unica”, ha ribadito la presidente, sottolineando che una Unione più grande significa un’Europa più influente nel mondo.


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