Mentre il Medio Oriente è scosso dalle ostilità, le rotte commerciali globali si ridisegnano. Il Canale di Panama diventa la “cassaforte sicura” per il commercio tra Asia e Occidente, registrando un boom di entrate senza precedenti.
(Ti Lancio da Panama e dal Regno Unito) Panama City – Londra 12 maggio 2026 – In un mondo segnato dall’incertezza bellica, la geografia del profitto cambia volto. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’escalation militare che coinvolge l’Iran ha innescato un aumento dei ricavi del Canale di Panama fino al 15%. Un dato che riflette non solo un incremento del traffico, ma una vera e propria fuga strategica dalle rotte tradizionali, diventate improvvisamente troppo rischiose.
Il conflitto con l’Iran ha reso il Canale di Suez e le rotte mediorientali zone ad alto rischio. Le crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz e le minacce alla navigazione nel Mar Rosso hanno spinto le principali compagnie di navigazione (come Maersk e MSC) a riconsiderare i propri itinerari.
Molti carichi di gas naturale liquefatto (GNL), petrolio e merci containerizzate, che solitamente transitavano verso l’Europa e la costa orientale degli Stati Uniti attraverso Suez, sono stati dirottati verso il Canale di Panama. Nonostante la rotta sia più lunga per alcune tratte, la sicurezza garantita dalle acque panamensi è diventata un premio che il mercato è disposto a pagare profumatamente.
L’Autorità del Canale di Panama (ACP) ha beneficiato di questa congiuntura in due modi. Le navi cisterna che trasportano combustibili fossili dagli USA verso l’Asia, e viceversa, preferiscono ora evitare i punti di pressione mediorientali. Con l’aumento della domanda, il prezzo per garantirsi un transito prioritario è schizzato alle stelle, contribuendo in modo significativo al balzo del 15% delle entrate complessive.
Il dato è ancora più sorprendente se si considera che, solo pochi mesi fa, il Canale lottava contro restrizioni dovute alla siccità. Tuttavia, nel maggio 2026, il ritorno a livelli idrici operativi ottimali ha permesso al Canale di accogliere questo improvviso afflusso di traffico “in fuga” dalla guerra, trasformando una crisi geopolitica in un’opportunità economica per il governo di Panama.


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